Intervista ad Angelo Pellegrini

Supercross, una disciplina poco conosciuta in ambito nazionale ma affermatissima in molti altri Stati, ed in grado di regalare fortissime emozioni. Abbiamo voluto conoscere meglio questo sport facendo una serie di domande a quello che oggi è il massimo esponente nazionale della disciplina: Angelo Pellegrini. 

Lo abbiamo incontrato pochi giorni prima dell'evento SupercrossxLuca di Agosto 2013 e questo è il nostro incontro.

Buongiorno Angelo, prima di parlare di questo evento vorremmo chiederti qualcosa sulla tua carriera, come hai abbracciato una disciplina che all’estero ha una visibilità eccezionale mentre da noi, che siamo una delle prime nazioni dal patrimonio motociclistico mondiale, è poco conosciuta. 

Io, come tutti ho iniziato da piccolino e posso dire che sono nato con la passione dentro, perché nella mia famiglia non c’era nessuno che andava in moto. Abbiamo fatto il percorso classico, prima una moto per andare nei campi, poi qualche gara e via a salire. Inizialmente il sostegno è arrivata dalla mia famiglia poi però sono arrivati subito i supporti per gareggiare, però erano anni diversi. Io la prima moto per le gare l’ho presa nel ’99 e già l’hanno successivo avevo chi mi riforniva di abbigliamento e la Honda già ci dava le moto. Ora per avere tutto devi arrivare nei top five.  Ho iniziato nel motocross ma fin da subito mi sono appassionato di Supercross  iniziando a correrci nel 2003. Nel 2005 a 18 anni ho vinto il campionato europeo però l’anno successivo ero focalizzato al 100% sul mondiale motocross. Ho fatto solo due stagioni perché due brutti infortuni mi hanno bloccato la carriera. Da lì nel 2009 ho deciso che volevo ripartire e vivere con la mia passione ma per fare questo dovevo impegnarmi solo nel Supercross perché in Italia se non sei ad alti livelli con il motocross non ci puoi vivere.

Mentre nel Supercross è diverso? 

Nel Supercross se ti muovi in quegli stati in cui lo sport viene valorizzato puoi godere dei premi delle gare e con questi, se hai un team che ti gestisce la moto ed i ricambi e qualche sponsor che ti paga le trasferte, puoi fare della tua passione una professione. Chiaramente devi arrivare al top anche in questa disciplina però devo dire che ci sono maggiori possibilità e poi ti trasmette molte più emozioni.

In che senso?  

Nel Supercross hai il pubblico tutto intorno a te e…lo senti, c’è uno scambio diretto e poi correndo la sera l'atmosfera è stupenda.

Per i profani, oltre al tracciato che è più breve nel supercross, quali differenze ci sono rispetto al cross ? 

A livello tecnico posso fare il paragone con l’atletica: il supercross è fare i 400 metri mentre il motocross è una maratona. Le moto poi sono completamente diverse,  dalle sospensioni, ai rapporti fino ai pesi. Anche dal punto di vista di preparazione fisica è diverso, noi dobbiamo prepararci per resistere ad uno sforzo in cui dobbiamo dare il 100 per cento in 15 minuti al massimo di gara, invece nel motocross con gare da 40 minuti devi dosare la potenza.  La differenze sono poi sostanziali per l’appassionato che assiste alle gare, nel supercross si corre di sera con un clima molto più a portata di tutti e con servizi accessibili. Se assisti al pomeriggio ad una gara di  cross banalmente hai il problema di non scottarti la schiena dal sole e quello di raggiungere il posto in cui assistere alla gara che spesso è difficoltoso. 

Effettivamente ho visto cinquantenni provati dall'arrampircasi sulla montagnetta per guardare la gara.

Un conto se sei un vero appassionato ma - per dire - la fidanzata coi tacchi è difficile che possa tornare a vedere una gara di cross. Nel Supercross invece puoi far vivere una belle esperienza sia all’appassionato ma anche all’occasionale: poter parcheggiare  a pochi metri dall’ingresso, sedersi comodo e avere a pochi metri di distanza servizi, da quelli alimentari fino a quelli igienici e poi la gara lì a pochi metri da te.

Una disciplina in grado di regalare emozioni davvero intense, con un gran seguito in moltissime nazioni mentre qui da noi sembra aver poco riscontro qual è la situazione dello sport in Italia? 

Io ho corso dappertutto compreso  negli USA e posso dire di essere il pilota insieme a Davide Degli Esposti che ha fatto maggiori gare di supercross in Italia. In italia il grosso problema è che ci sono troppe poche gare in grado per valorizzare un prodotto che sta crescendo. L’organizzatore quest’anno ha realizzato un campionato con in calendario 4 gare ripartite tra giugno e novembre. Se paragono questo campionato con quello francese, che è il campionato europeo di riferimento, in cui ogni fine settimana da Maggio a Settembre c’è una gara, posso dire che sono davvero poche. Oltre a questo i premi gara per le gare italiane sono considerevolmente più bassi rispetto a quelli delle altre nazioni e questo insieme alle poche gare preclude la possibilità di richiamare piloti e di conseguenza sponsor. Devo comunque riconoscere l’impegno, la volontà e l’onestà del promoter con cui mi piacerebbe in un futuro poter collaborare per mettere a disposizione la mia esperienza per far crescere questo fantastico sport. Non solo farlo crescere da un punto di vista tecnico ma soprattutto concentrare lo sforzo su tutto quello che è il pre-evento e sulla pubblicizzazione dello stesso, un pò quello che stiamo facendo per la gara di fine mese .

Vista sotto questa ottica la gara di fine Agosto sembra quasi un allenamento per testare le tue capacità organizzative. 

Da quest’anno l’evento è cambiato e mi hanno chiesto di essere parte attiva nell'organizzazione. Tuttavia il mio supporto, visto il mio impegno agonistico, è limitato e per gli aspetti organizzativi e di coordinamento si occupa direttamente mio fratello Luca con il supporto di diverse persone ognuna specializzata nel suo settore. Quello che vorremo tutti noi che ci adoperiamo per questo evento è che questa gara diventi una festa. Certo c’è la gara e quando si abbassano i cancelli siamo tutti professionisti  ma l’evento in se vuole essere una festa. Quest’anno è il secondo anno che viene organizzato nel comune di Bagnolo e già il giorno dopo l’edizione dello scorso anno, che già ebbe un buon riscontro, chiedevano quando si sarebbe rifatto, ma da quest’anno vogliamo lanciare un messaggio nuovo.

Cioè? 

Le prime due edizioni erano un evento a scopo benefico  per raccogliere fondi per supportare mio fratello dopo il grave infortunio di cui è stato vittima e da qui nasce il nome “supercross per Luca” e da quest’anno i precedenti organizzatori, gli amici di Luca che vollero omaggiarlo con questa gara, non riuscivano più a sobbarcarsi gli oneri organizzativi e mi hanno chiesto di occuparmi dell’evento. Ne ho parlato con Luca ed abbiamo deciso di organizzarla direttamente noi. Avremmo già voluto cambiare il nome, invece non abbiamo fatto in tempo. Oggi questa gara anche se si chiama ancora “Supercross per Luca” è diventato  il supercross DI Luca, perché la parte attiva fondamentale di tutto questo è proprio Luca. 

Una sostanziale modifica.

Oggi non è più una gara benefica ma un vero e proprio evento con il rischio finanziario che ci siamo assunti e con tutti gli oneri organizzativi e logistici insiti nello stesso. La cosa importante è che la gara per Luca come evento benefico è diventata una manifestazione cui confluiranno migliaia di persone organizzata da Luca.

Il messaggio è chiaro ed è incoraggiante pensare che dei giovani ragazzi decidano di mettersi in gioco in un periodo in cui è difficile rischiare. Ognuno di noi nella vita avrà problemi lavorativi o personali e questo evento lancia il messaggio che il piangersi addosso, il continuare accusare altri o il fato non porta da nessuna parte, mai demoralizzarsi ed accettare gli eventi come tali ma raccogliere le forze ed energie e provare, mettersi in gioco. Di strade poco battute ce ne sono ancora e tante volte basta mettere la marcia ed imboccare il sentiero, forse si può cadere ma solo il fatto di essere ripartiti vuol dire che ci stiamo muovendo e stiamo andando da qualche parte. 

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