Intervista a Sergio Sgrilli

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Questa settimana intervistiamo un personaggio che in un modo o nell'altro ci fa provare emozioni, emozioni che servono alla nostra vita quotidiana. Sergio Sgrilli ai più è conosciuto come uno dei volti  di Zelig e uno dei migliori comici italiani, per altri ha la nomea di essere un ottimo cantante, ha da poco pubblicato una raccolta di canzoni inedite di indubbio spessore, ma a noi di motoemozione piace pensare a lui come un motociclista, un vero appassionato di due ruote. Bastano tre parole per far capire il suo amore per le moto: Rally dei Faraoni.

Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio.

Com’è nata la passione per la moto? Non lo so. Davvero. È una cosa profonda, lontana. Non ricordo un momento in cui è nata, credo sia sempre stata lì. Era molto nascosta quando, da ragazzo, mi sembrava impossibile permettermi anche solo di sognarla una moto. Nessuna tristezza o compassione, solo che quando i miei coetanei avevano pensieri su che motorino comprare, io e la mia famiglia avevamo altri tipi di pensieri, di problemi. E poi a 20 anni lei: xt 600 4 valvole! Strausata, scassata, ma MIA! Da lì, mai più senza una moto! Magari senza macchina, ma mai senza moto!!!


Quanta della passione che vivi nelle moto riesci a ritrovare nel contesto lavorativo? Salire in moto, per me, è essere me stesso. Non c'è un unico modo per fare il mio lavoro ne per andare in moto. La passione è la spinta per tutto. Poi ci sono i compromessi. E quelli son duri da digerire. Compromessi e regole. Spesso davvero dure da digerire. Come avere tra le gambe una motogp e andare in autostrada. A 130 km/h. Senza una curva. Io cerco di far tutto ciò che faccio con estrema passione. Lavoro, moto, vita che sia. Ma spesso c'è “l'autovelox” da rispettare... e spesso mi sento una motogp in A1 tra Milano e Bologna. Eppure vado avanti.

 Trovi qualche analogia tra preparare uno spettacolo, scrivere una canzone e, restando alla tua ultima esperienza che stai per affondare, la preparazione per il desert logic? “Prepararsi a fare qualcosa” contiene già un’attenzione a quel che sta per accadere o a ciò che stiamo per affrontare. Metodo, impegno, regole, volontà e un bel po’ di altre cose, entrano in ballo per “prepararsi”. Uno spettacolo, un tour, un disco, un giro in moto, che sia per strada o nel deserto, richiede di dover “prepararsi”. Tutto il contrario, invece, è la parte iniziale, la spinta creativa. Nessuna regola. Anzi, più ti allontani da blocchi mentali e meglio è. Ecco perché ho più moto, molto diverse tra loro. Ecco perché, a volte, saluto la mia piccola famiglia, salgo in moto e lascio che la strada mi porti in giro, che le idee prendano un po’ di vento e attendo cosa resta nel casco.

Yamaha, un nome due emozioni, quali sono le emozioni che provi nel percorrere una duna o un villaggio keniota cavalcando la tua moto e quello di aver  migliaia di persone davanti  a te pronti a sentire gli accordi della tua chitarra. Analogie? Due emozioni estremamente diverse. Sul palco sono il protagonista. Il buon padrone di casa che lavora attento all’esigenza del pubblico che, in qualche modo, diventa anch’esso protagonista, il mio vero cliente. Le persone devono andare via soddisfatte, serene, dopo aver ascoltato quello che volevo dir loro. Così concepisco il mio lavoro. Su una duna, in mezzo ad un villaggio, di fronte ad un’alba o in scia ad un tramonto, io sono solo uno spettatore. Un microscopico elemento che crea quell’immagine.

Nella tua vita hai fatto molte esperienze su due ruote, specie quelle tassellate quale ti ha dato maggiori emozioni e perché? Ci sarebbero molte storie da raccontare. Le moto cavalcate fatte in condizione fisiche estreme. Storie di amicizia, di fango, di fatica e di sorrisi. Storie di paesi lontani, diversi. Storie di km e km in estrema solitudine. Sono molto fortunato, tengo dentro di me molte esperienze fatte e tanta voglia di viverne ancora. Ti risponderò dicendoti una cosa che ripeto spesso da molto: dammi la macchina più bella del mondo e dopo 10km mi sento uno sfigato. Dammi la moto più brutta del mondo e, dopo 10 km, mi sento io, il re, padrone della mia vita!

Com’è composto il tuo garage? Se intendi il garage, è un vero casino!!! Se mi chiedi, invece, il parco moto, eccoti accontentato:

Bmw gs 1150 con sospensioni Ohlins. Oltre 100mila km

Harley Davidson Fat Bob personalizzata

Yamaha V-Max 1200. Quella vecchia.

Buell 1125 R quella col motore Rotax

2 Ktm 250 2 tempi. Uno vecchio e uno più recente

 Se potessi realizzare un sogno su due ruote, che esperienze ti piacerebbe vivere? La Desert Logic è un aperitivo. Il prossimo anno, alla tenera età di 45 anni, VOGLIO fare il Rally dei Faraoni!

Segui la motogp e superbike? Che giudizio dai ai campionati? Seguo i due campionati anche se devo ammettere che sono più ferrato sulla moto gp. Dare un giudizio è sempre difficile anche perché più notizie si ha e più diventa difficile essere stringati nella risposta. Sicuramente agli occhi di molti la superbike è più divertente. Per apprezzare fino in fondo la motogp, invece, bisogna essere più dentro il mondo moto. Quindi: superbike più spettacolare, motogp più da intenditore.

E il flop Rossi-rossa? Capitolo duro da digerire. Per me che sono un Valentiniano sfegatato. Una scommessa che non poteva non essere fatta, ma veramente molto rischiosa. E nessuno ha vinto. Odio le critiche. Quelle fatte a prescindere, quelle fatte gratis, sul divano, davanti al televisore. Ma è normale. Funziona così. Da sempre. E più in alto voli e più ti fai male quando cadi. Ducati+Rossi era un 1+1 che poteva fare 3! Non ha fatto neanche due.

Leggendo di te mi sembra tu sia più motociclista che comico, hai messo  la televisione  in casa per obblighi professionali, non hai cavalcato l’onda del pubblicare un libro quando tutti i tuoi colleghi lo facevano, fai un album quando la crisi della discografia è forse all’apice, ti muovi sempre in moto e vivi realmente la tua passione. Tu ti senti più motociclista o comico? Questa domanda mi fa sorridere… spiego. Artisticamente nasco e cresco come musicista. Suonando, tra un pezzo e l’altro, raccontavo delle cose divertenti e tutti ridevano. Rideva il pubblico e ridevano i musicisti che mi hanno sempre detto: sei sprecato per la musica, devi fare il comico. Ho studiato, ho lavorato e adesso sono riconosciuto come comico. Eppure tutti i comici che mi sentono suonare e cantare mi dicono: sei sprecato come comico, devi fare il musico. Questo è un tormentone che sento da sempre. In mille interviste ho dovuto rispondere a:  ti senti più comico o musicista. Ma mai mi avevano chiesto: ti senti più motociclista o comico? È un po’ come dirmi: ti senti più te stesso nel braccio destro o in quello sinistro? Sono Sgrilli! Per quel che vale, sono Sergio Sgrilli dal 1968! E sono io quando ho le saponette o le ruote dentate, con l’Harley e/o col Bmw. Ed è per questo che in strada saluto quando ho voglia di salutare e rispetto tutti quelli che osano, ancora oggi, cavalcare due ruote. Al di là della marca che, in quel momento, stanno guidando.

Nella tua vita professionale hai conosciuto moltissime persone, chi ti ha trasmesso maggiori emozioni e perché? Si, sono stato molto fortunato ed ho conosciuto tanta gente, da Gino Strada a Valentino Rossi. Ho cenato con Kevin Schwantz e Marco Simoncelli. Ho lavorato con Cochi & Renato e Iannacci. Ho ricevuto un abbraccio da De Gregori, suonato con Bennato, cantato con gli Intillimani e tanto tanto altro. Difficile dire o  fare una classifica. Ancora oggi l’umanità è la cosa che mi emoziona e stupisce di più. Per le vette che riesce a raggiungere. In positivo. In negativo.

Sei sempre convinto che il Supertenerè sia il top? Il top è una parolona. In mio garage contiene più moto non per il mio senso del possesso, ma per soddisfare le mie esigenze di adrenalina. Il Supertenerè mi è stato fedele compagno in una bellissima esperienza africana e nella tournè estiva del 2011. Mai avuto un problema! Ha fatto tutto ciò che gli ho chiesto. In qualsiasi condizione meteo, di manto stradale e mia fisica personale. Rapporto qualità prezzo eccellente. Sicuramente la consiglio a chi ha bisogno di tante moto in una.  Ma come si fa a dire il top in assoluto. Tanto è inutile: puoi sposarti la donna più bella del mondo ma dopo un po’, al ristorante, alla cameriera bruttina il culo glielo guardi!