Intervista a Pier Francesco Caliari

Caliari

Nella sezione personaggi questa settimana poniamo alcune domande ad una persona che attraverso il suo lavoro e la sua attività regala forti emozioni a tutti gli amanti delle due ruote. L'Eicma, per i nostalgici il Salone, rappresenta un momento per tornare a provare emozioni sopite, che si risvegliano il mese di Novembre e magari far nascere nuovo amori. Proprio per tale occasione intervistiamo Pier Francesco Caliari, Direttore Generale ANCMA, l’associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, che organizza l’Eicma.

Abbiamo voluto chiedere quali ulteriori tipo di intervento l’Associazione ha realizzato e sta realizzando a favore delle case ma anche quelle iniziative a favore del motociclista di tutti i giorni, dal caro polizze fino ai telepass autostradali. Cosa significa per lei organizzare Eicma? 

Organizzare Eicma vuol dire tanta passione, lavorarci più di un anno, ed avere una coesione tra case e i partecipanti che credono in questo evento, perché senza di loro non si potrebbe fare: loro offrono i  prodotti e noi cerchiamo di mettere tutto quello che è il di più. Mi piace pensare che per gli spettatori Eicma sia una sorta di paese dei balocchi in cui poter trovare tutto quello che vogliono. La grande sfida di ogni anno è fare qualcosa in più, di diverso e fare in modo che la fiera sia sempre una gioia e un sogno realizzabile.

Nella sua vita ha fatto molte esperienze professionali di altissimo livello e in svariati campi. Cos'ha ritrovato nelle due ruote che non ha riscontrato in nessuna altro ambiente? Io ho avuto la fortuna di lavorare in aziende dove la passione è la parte più importante. Ho lavorato in Alfa Romeo, Ducati, nella nautica e nel mondo del calcio, in aziende in cui la passione è elemento tangibile ed essenziale e devo dire che sono sempre riuscito a lavorare in ambienti che erano comunque vicini a quelli che erano i miei hobby e miei interessi. Ogni settore ha poi la sua pecularietà. Nel settore motociclistico in particolare rispetto ad altri è possibile distinguere tante nicchie, tante sfaccettare che ti permettono di avere più argomenti e punti di vista. Ritengo poi che questo settore specifico sarà fondamentale per il rilancio dell’economia in termini di mobilità.

Ancma non è solo Eicma ma un’associazione che vuole promuovere i propri associati. Oltre a Eicma quali altri strumenti? Ancma è l’associazione di Confindustria che riunisce tutti coloro che lavorano nel mondo delle due ruote. Il ruolo di una associazione di Confindustria è quello di sindacato degli industriali. Si lavora per migliorare tutti quegli aspetti a latere del semplice prodotto: le infrastrutture, il rapporto con il ministero dello sviluppo economico, le problematiche relative all’ambiente e poi c’è la parte di marketing per promuovere le aziende. Eicma è uno degli strumenti di marketing a cui diamo massima importanza tanto da aver firmato un accordo fino al 2020 con Fiera Milano Spa per ribadire che Eicma è Milano e rimarrà a Milano. Oltre a Eicma c’è poi la nostra attività di azioni di internazionalizzazione. Oggi c’è bisogno per le aziende italiane una prospettiva all’estero. Stiamo stringendo accordi con una nuova fiera americana che si terrà ad Ottobre ad Orlando, stiamo valutando accordi con paesi come Brasile, Indonesia e India, quei paesi in grado di recepire i nostri prodotti, dove poter portare in Made in Italy.

Nel rapporto con le istituzioni come vi ponete? Intravede un impegno concreto per cercare di uscire dal pantano di questa crisi ? Devo dire che prima del mio arrivo il rapporto con le istituzioni era stato abbastanza abbandonato, da due anni stiamo riprendendo questo rapporto, coi ministeri in primis, e sono molto contento perché finalmente Ancma sta riprendendo una sua credibilità all’interno delle istituzioni italiane. A Luglio sono stati accettati quasi tutti gli emendamenti che abbiamo proposto per il nuovo codice della strada. Abbiamo inoltre promosso a livello mondiale, per il 2014 in occasione dei 100 anni Eicma, il Word Motorcycles Forum in cui per la prima volta saranno riunite tutte le case per parlare di problemi concreti, dalla mobilità alle infrastrutture fino alla mobility. Siamo stati i promotori di questo forum con la partership dell’Acem, L’Associazione Europea costruttori Motocicli, e la MIC, la Motorcycle Industry Counc che è l’equivalente americano di ancma. Abbiamo inoltre chiesto il contributo all’associazione Brasiliana e Indiana e molto probabilmente ci sarà anche quella Cinese. Sarà un evento estremamente importante a livello mondiale e vogliamo che Ancma diventi uno dai principali player  a livello mondiale su quello che saranno le strategie e le politiche sul prossimo futuro del mondo delle due ruote.

Perchè a suo avviso non si riesce a dar peso alle esigenze del motociclista nonostante i benefici sociali che l'utilizzo del mezzo a due ruote potrebbe dare? A mio avviso c’è una operazione fondamentale che deve essere fatta, ossia cambiare quello che è l‘immagine del motociclista nei confronti delle istituzioni e lo stereotipo che si ha nei confronti della moto. Dobbiamo cambiare l’associazione moto uguale pericolo, uguale smanettoni, e più in generale moto uguale qualcosa da starci lontano. Per ribadire questo concetto aprirò il salone, durante la cerimonia di apertura e per quello che è la parte di mia competenza, sostenendo che Eicma non è la fiera degli smanettoni ma la fiera della mobilità attuale, possibile e disponibile già da adesso. Una fiera in grado di offrire risposte e soluzione a problemi legati alla mobilità, che abbraccia problematiche relative all’inquinamento, al traffico e ai posteggi. Eicma è la rappresentazione - per la sola parte italiana - di una realtà produttiva che si quantifica in 5 miliardi di fatturato, immagine all’estero e 140 mila dipendenti. Sotto quest’ottica non è la fiera dei balocchi ma è il salone della mobilità attuale. Pertanto con tutti questi numeri e con le risposte concrete abbiamo necessità di cambiare l’immagine che il motociclista ha nei confronti delle istituzioni.

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