Cascina Riazzolo

  • Stampa

La prima cosa che viene in mente è una parola, conciliabile. Due mondi che ritenevi impossibili da armonizzare, due emozioni impossibili da vivere insieme, con il pomeriggio appena passato ti rendi conto che invece è fattibile.

Immergersi nella natura in moto, nei suoi rumori, nelle sua parte più vera senza essere invadente, riducendo al minimo il ruolo di intruso tipico dell'essere umano, è possibile. Subito ti metti a paragonare gli attuali strumenti a disposizione per vivere una simile esperienza, tralasciando la camminata per evidenti limiti chilometrici, pensi alla mountain bike, ma qui c'è uno sforzo fisico decisamente inferiore ma soprattutto è possibile compiere passaggi ad esempio tra guardi e salite che solo i più avvezzi delle due ruote a pedali sono in grado di compiere. Allora pensi all'andare a cavallo, come sinonimo di unione alla natura ma ti rendi immediatamente conto che alcune emozioni non potresti viverle, il semplice zoccolio dei cavalli avrebbe allontanato gli animali che con questo mezzo hai potuto quasi sfiorare.

Andare in moto in mezzo alla natura e al tempo stesso sentire il rumore di un fiume che scorre, cosi come vederti passare a poca distanza dal manubrio un airone grigio che si alza in volo, o semplicemente vedere il salto di una rana, a seguito del rumore della ruota della moto che entra nel fango, a causa solo di questo rumore e non quello di una marmitta che rilascia gas di scarico e brucia benzina,  ti porta in una sospensione quasi onirica. 
Tutto assume contorni nuovi e prendendo gusto nel guidare, perchè comunque quello che hai sotto le gambe è una piacevole, maneggevole e goduriosa moto da enduro, dentro di te nasce una battaglia interna…godere della guida della moto o gustarsi il panorama? Al pari di quando sei su un passo di montagna e davanti hai belle curve da pennellare ma al tempo stesso un panorama mozzafiato. In questo mio dubbio alterno momenti in cui guardo alberi, fiori, fontanili e tane di animali, ad altri in cui cerco di far derapare la ruota posteriore con il comando del freno, che in questo emozionante veicolo sostiuisce la frizione, lasciando libera pertanto la gamba destra. 
Emozioni nuove che ho avuto la fortuna di vivere grazie al titolare dell'azienda agricola Cascina Riazzolo, una persona di rara disponibilità ma soprattutto che ha fatto scelte controcorrente ed impegnative, che lo eleggono a ruolo di innovatore ma anche sotto alcuni punti di vista sovversivo, perché, citando Schumpeter, solo gli innovatori sovvertono lo status quo e creano progresso e nuovi schemi. Avrebbe potuto scegliere di continuare con la propria attività, che spazia dal legname fino ad un agriturismo di comprovata qualità, invece ha scelto di investire creando un piccolo parco moto elettriche e credere in una idea, alimentato da una passione vera. Percorsi didattici all’interno dell'azienda agricola in cui è possibile vedere fontanili, manufatti e la tipica fauna e flora lombarda, il tutto nel silenzio e concedetemelo - nel divertimento - che si può avere mentre sei alla giuda di una moto elettrica. Il suo schema è quello di mettere a disposizione un mezzo di trasporto silenzioso per vedere e vivere la natura in modo diverso, ecocompatibile, un percoso all’interno di circa 50 ettari di parco in cui è possibile abbandonare la moto su un tronco e osservare la tana di una volpe, procedere a bassa velocità seguendo la corrente di un canale e perdersi nei propri pensieri, ma anche aspettare che si apra una radura e spalancare la  manopola del gas e fare dei bei traversi senza disturbare nessun legittimo abitante del posto. 
Per provare una esperienza emozionante: http://www.agriturismoriazzolo.com/agrisportmoto.html