Alessandro Gramigni

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Negli appassionati è ancora fresco l’addio alle armi di Max Biaggi che all’ età di 41, dopo una vita fatta di caschi e tute di pelle, ha scelto altre sfide, ha deciso che poteva bastare così. Biaggi in ordine di tempo ha regalato all’ Aprilia l’ultimo  dei tanti titoli mondiali vinti in 25 anni di partecipazione ai vari campionati mondiali. Non è di questo ultimo titolo che vogliamo raccontare le gesta oggi ma del primo mondiale vinto da un centauro su Aprilia, campione che porta il nome di Alessandro “ALEX” Gramigni  vincitore nella classe 125 nel 1992. Accadeva esattamente 20 anni fa. 

 Classe 1968 (Firenze, 29 dicembre) “Toscanaccio “ duro e puro Alex debutta in pista nel 1987 nel trofeo Monomarca Honda (supportato dalla vecchia gloria del motociclismo toscano Leandro Becheroni) classificandosi al secondo posto. La stagione successiva  sotto le vestigi del Team Italia debutta in ambito europeo dove ottiene il secondo posto assoluto risultato che ripeterà anche l’anno successivo. Nel 1990 debutta nel campionato mondiale con l’aprilia del Team Italia piazzandosi al nono posto nella classifica di campionato salendo per due volte sul podio con un secondo posto come miglior risultato nel gran premio di Svezia.

Nel 1991 sempre nella stessa squadra  migliora ancora la sua classifica nel campionato piazzandosi al settimo posto e regalando all’ Aprilia la prima “storica” vittoria assoluta nella classe 125 nel gran premio di Cecoslovacchia.

Il 1992 è anno di cambiamenti, corre sempre con Aprilia ma nel team interno e con essa vince il campionato mondiale conquistando due vittorie e cinque piazzamenti da podio, regolando Gresini e Waldmann. Una vittoria che acquista ancora maggior valore perché “il Gram” disputa alcune prove in condizioni fisiche non ottimali a causa di un incidente stradale capitatogli mentre era in sella ad una moto.

Alex è campione del mondo, sforzi e sacrifici sono stati ripagati, è il nuovo che avanza oramai è una splendida realtà nel panorama motociclistico mondiale.

Ma…….la carriera di Alex però a questo punto al posto di decollare prende una piega sbagliata e nel 1993 al debutto nella 250cc al posto dell’ Aprilia che gli offre un mezzo semiufficiale firma per la Gilera che lo schiera come pilota ufficiale come compagno di Paolo Casoli.

La stagione è disastrosa, la moto poco competitiva non dà possibilità di mettersi in luce e prima ancora del termine della stagione la casa annuncia il ritiro dalle corse. Alex termina il campionato in trentesima posizione con un quattordicesimo posto come miglior risultato.

 Nel 1994 pur avendo firmato un contratto biennale con Gilera di fatto non ha un manubrio e decide  così di organizzarsi in proprio. Per gli strani scherzi che fa il destino la moto scelta è un Aprilia con motore semiufficiale quella che aveva rifiutato appena un anno prima. Anche in questa stagione per  sfortune varie non riesce a raccogliere risultati importanti, arrivando a presentarsi al via dei gran premi con il suo cognome scritto alla rovescia sulla tuta per rappresentare come tutto andava storto in quel periodo. Conclude la stagione al ventitreesimo posto con il morale sotto i tacchi.

Dopo appena due anni dalla vincita del campionato mondiale di fatto è senza moto e senza reali prospettive per il futuro.

Nel 1995 corre sporadicamente come wild card o in sostituzione di piloti infortunati mentre nel 1996 ha l’occasione per rilanciare la sua carriera, accettando la proposta di Ducati per correre in sostituzione del pilota ufficiale nel campionato AMA. Finalmente con una moto competitiva ottiene vittorie importanti su circuiti per lui sconosciuti e per di più al debutto sui quattro tempi.

 Nel 1997 fa il collaudatore per Aprilia 500cc e viene schierato in pista in solo un occasione. Per Gramigni non c’è più posto nel mondiale Gp e Alex debutta nel mondiale SBK con una Ducati del Team Gattolone ottenendo il quattordicesimo posto nella classifica di campionato.  Sarà questo il suo miglior risultato negli anni del mondiale SBK.

 Negli anni successivi  si presenterà al via con delle Yamaha casa per la quale proverà i pezzi racing che successivamente saranno venduti ai clienti. Conquista il titolo di campione italiano SBK nel 2004. Negli ultimi anni l’attività di Alex si concentra nel CIV nella classe 600SS. Gramigni pur avendo ottenuto nella sua carriera traguardi importanti ha mantenuto quella freschezza che aveva in gioventù e che ancora oggi lo porta a confrontarsi e spesso battere ragazzi che per età potrebbero essere suoi figli perché, in ogni caso la classe non è acqua.

L’immagine che associo al “Gram” è quella di un ragazzo che accarezza l’asfalto in segno di gratitudine per avergli permesso di realizzare il suo sogno più grande, cosi pure come quella di un ragazzino che all’ arrivo dopo i primi podi mondiali era senza voce con la gola completamente secca.

Un estratto di come venne raccontato il primo successo mondiale Aprilia da una nota trasmissione sportiva