Philip William Read - Phil Read (MBE)

  • Stampa

 

Parlando di grandi piloti un posto in prima fila merita sicuramente PHIL READ (Luton, 1º gennaio 1939), un grande anzi un grandissimo del motociclismo. Quando si  parla di PHIL READ sarebbe opportuno alzarsi in piedi perché il baronetto inglese ( titolo onorifico assegnatogli) ha corso contro tutti i più grandi campioni  Hailwood, Ivy, Agostini, Redman  e  spesso li ha  battuti.

 

Il suo palmares parla di qualcosa come 7 titoli mondiali fra 125, 250 e 500cc oltre ad un titolo conquistato in prova unica al TT nella categoria TTF1 per un totale di otto titoli.

Phil Read è  stato uno dei più forti e vittoriosi piloti di tutti i tempi, e allo stesso tempo uno dei meno amati dai suoi colleghi.

Il perché il pilota inglese risulti cosi poco simpatico è dovuto al fatto che Read in pista era conosciuto per essere uno poco tenero con i colleghi, pronto ad utilizzare tutti i  mezzi per raggiungere l’obbiettivo, (talvolta anche quelli poco leciti) per aver ragione di un avversario.

Philip William Read nasce a Luton il 1° gennaio del 1939  una cittadina a pochi chilometri di distanza da Londra sede di uno dei più famosi aeroporti militari della Royal Air Force.

Phil cresce e si appassiona alle corse e ai motori sognando di emulare le gesta di Geoff Duke “il duca di Ferro “ più volte campione mondiale di motociclismo. Debutta all’ età di 17 anni nel 1956 sul circuito di Mallory Park su una BSA 350 terminando la gara in 17°posizione e dopo un paio d’anni d’apprendistato otterrà la sua prima vittoria nel 1958 sempre sul circuito che lo aveva visto esordire.

Il suo debutto nel mondiale avviene con le Norton nel 1961 e a fine stagione risulterà quarto nella classe 350 (risultando vincitore di classe al tt) e 15° nella classe 500.

Nel 1962 si ripresenta al via nelle due cilindrate sempre su Norton e al termine sarà terzo nella classe 500 e quattordicesimo nella 350 .

L’anno seguente disputa il mondiale nella 350 e 500 con le quattro cilindri Gilera in “letargo” dal 1957 ma l’annata è avara di soddisfazioni e si chiude con solo due podi e il quarto posto in classifica nella 500 mentre nella 350 sarà solamente undicesimo .

Per Read arriva la chiamata dalla Yamaha che lo invita ha disputare il gran premio del Giappone con la sua nuova 250. Read in quella gara fu terzo e firmò con Yamaha per la 250 nella stagione successiva.

In quel mezzo ancora acerbo intravide possibilità di battere la Honda che era dominatrice incontrastata della categoria.

Phil nel 1964 assecondato ottimamente dalla moto vince cinque gare e si laurea campione del mondo ( sarà il primo titolo per lui e in assoluto nella 250 per una moto due tempi e per la casa di Iwata) titolo che bissa l’anno successivo sempre in sella alla moto giapponese.

Nel 1966 sarà quarto nella classifica della 125 e secondo nella 250 ma  troverà  un nuovo e pericoloso avversario nel nuovo compagno di squadra, “ il Fantino” Bill  Ivy veloce e determinato quanto lui nel voler primeggiare. Sarà rivalità vera quella con  Ivy che vinse il titolo della 125 nel 1967 e avrebbe dovuto vincere quello della 250 nel 1968 ma Read dopo aver perso il titolo nel 1967 della 250 contro Hailwood (quando a parità di punteggio venne premiato il vincitore di maggior gare) ed essere terminato alle spalle di Ivy nella 125 meditava vendetta.

Secondo gli ordini di scuderia quell’ anno i due galletti avrebbero dovuto spartirsi i titoli Read nella 125 e Ivy nella 250. Read però una volta messo al sicuro il titolo della ottavo di litro mise in atto manovre premeditate per mettere in difficolta Ivy: al gran premio di Monza fece vincere la 125 al fantino per poi attaccarlo nella 250 fino ha costringerlo ad un errore.

Questa astuzia gli permetterà di diventare campione ma gli varrà la “scomunica” da parte della casa dei tre diapason.

READ si ritrova praticamente appiedato da bi-campione del mondo, acquista così due Yamaha private e con esse partecipa nel 1969-1970 a numerose gare pur non disputando il mondiale interamente. Nel 1971 conquista il quarto titolo mondiale nella 250,  titolo che assume un valore assoluto anche in virtù del fatto che,  fu conquistato da privato cioè non godendo di nessun tipo di supporto da parte della Yamaha.

READ riesce  ha capitalizzare al massimo ogni occasione che gli capita senza rischiare oltre il limite dovuto e questa caratteristica gli consentirà di passare quasi indenne attraverso un ventennio di corse, quando il termine sicurezza nei circuiti era pura utopia.

Essere ancora un pilota di valore assoluto anche se oramai prossimo ai 33 anni lo porta ad essere ingaggiato dalla Mv Agusta come compagno di Agostini e anche con il Mino Nazionale in pista furono scintille…

Read si presentava in circuito in Rolls Royce e pelliccia sopra la tuta di pelle, un fare poco consono al blasone e alla presenza richiesta da Mv ma il conte Domenico era già scomparso e Corrado Agusta vedeva PHIL come un ottimo pungolo per Mino e un ottimo collaudatore per la nuova quattro cilindri.

Read riesce nell'impresa in cui altri non erano riusciti, a parità di moto batte Agostini e conquista il campionato del mondo della 500 nel 1973 e nel 1974 e perdendo quello del 1975 per una rottura meccanica ad Imatra.

La casa di Verghera annuncia il ritiro dalle corse nel 1976 e Phil disputa il mondiale 500 in sella ad una Suzuky e nella 750 con una Yamaha ma le uniche soddisfazioni dell’ annata arrivano dal podio nella 500 conquistato in volata dopo un gran duello con Barry Sheene al Mugello.

L’annata 1977 gli regala un'altra corona di alloro nella categoria TTF1 disputatasi in prova unica sul Mountain. La vittoria fu ricca di polemiche perché la gara fu interrotta per il peggioramento del tempo appena dopo che Read passò in testa .

Quello fu l’ultimo acuto nella carriera di READ che continuò a correre saltuariamente fino al 1982.

Read in corsa non ha mai avuto rispetto per nessuno, tutti erano avversari e andavano distrutti psicologicamente, il primo era il compagno di squadra ma era anche convinto che andare oltre ai limiti della moto servisse solamente a farsi male, e perciò puntava al massimo piazzamento possibile senza oltrepassarlo. Infatti furono poche le sue cadute nella sua carriera.

La cattiveria (intesa in senso agonistico) di READ è in netto contrasto con l’immagine che oggi da di se nelle numerose manifestazioni a cui presenzia dove non disdegna battute, pacche sulle spalle e sorrisi oltre a vendere oggettistica con il proprio inconfondibile logo:  la bandiera a scacchi e quella della union jacket, che lo accompagna dagli albori della carriera.

Le statistiche ci dicono che oltre alle vittorie nei campionati mondiali il baronetto di sua maestà disputò 151 GP, ne vinse 52 ed ottenne 121 podi oltre ad essere l’ultimo iridato in sella alla MV numeri assoluto valore che in pochi hanno raggiunto.