Gli ultimi chilometri

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Oggi abbiamo il piacere di regalarvi qualcosa di nuovo e di veramente emozionante, la storia vera di Cosimo Vaccarelli raccontata dal figlio Giovanni sottoforma di documentario. Ci sarebbe molto da dire su questa impresa ma forse la cosa più bella è lasciarvi alla presentazione fatta direttamente dall'autore.

Era il 1953. L’ombra del dopoguerra, dopo quasi un decennio, stava finalmente e lentamente lasciando spazio al sorgere di nuove speranze e nuovi sogni.

I motori di un centinaio di motociclette si preparavano alla partenza di una delle gare piu’ famose dell’epoca: la Milano-Taranto; una gara indiavolata, una lunga cavalcata “non stop” di 1283 km da Milano a Taranto.

Alla gara partecipavano centinaia di piloti, dagli ufficiali in sella a Gilera, MV Agusta, Moto Guzzi, ai tanti appassionati con moto proprie. Per parteciparvi bastava avere una moto di tipo sportivo, essere capaci di andare in moto ed avere la giusta incoscienza.

Fin da suo esordio, questa manifestazione non era adatta ai "signorini", ma era stata pensata per uomini duri con moto altrettanto dure che non intendevano sfidare nessuno, se non se stessi; lo stare in sella 10/12 ore consecutive, il viaggiare di notte, il freddo della Pianura Padana, le frescure del nostro centro Italia e gli infuocati e cocenti rettilinei del Sud. La partenza era un salto nel buio: Milano Idroscalo a mezzanotte. Partenza scaglionata a 4 a 4 ad intervalli di un minuto; prima le piccole cilindrate. L'alba era il momento più pericoloso: dopo la tensione della guida al buio con le prime luci il pilota tendeva a rilassarsi e letteralmente ad addormentarsi.

A quella edizione del 1953 partecipò un ragazzo allora ventenne, Cosimo Vaccarelli, che aveva deciso di partecipare alla Milano-Taranto da “privato” con la sua moto.

Cosimo Vaccarelli è nato a Massafra (un paese alle porte di Taranto) nel 1929. Figlio di contadini, ha lavorato duro sin dalla giovinezza, manovale a 14 anni, aiuto meccanico in una officina a 15, ed una grande passione per le moto. Le prime sfide in paese in sella ad una MV 125 e poi la decisione di partecipare alla Milano-Taranto con la propria moto.

Complice l'amicizia di un pilota/amico (Giulio Ritelli) Cosimo si ritrova sulla pista di Monza a provare una delle 12 MV Agusta ufficiali che avrebbero partecipato alla Milano-Taranto.

Alla fine delle prove i tecnici della MV comunicano a Cosimo una notizia inaspettata: gli sarà affidata una moto della squadra e parteciperà alla Milano-Taranto come pilota ufficiale della MV Agusta.

Alla partenza incontra anche il Conte Agusta in persona che oltre a consegnargli il corpetto giallo della MV che servirà ai meccanici nell'assistenza volante ai propri piloti, gli mette in mano una busta con 5.000 lire e gli dice: “se la moto dovesse fermarsi, questi sono i soldi per rispedirla in treno in fabbrica”. Cosimo non ci pensa un attimo e risponde: “Signor conte, questa busta se la può tenere, perchè questa moto non arriverà in treno a Milano, bensì arriverà a Taranto”.

Ad inizio gara Vaccarelli va molto forte e precede persino l'amico Ritelli; arrivato a Martina Franca (a venti chilometri dall'arrivo) le curve sono piene di amici del paese, Massafra e Cosimo per l'emozione esagera con la moto: “sbagliai a tirare una marcia, il motore andò fuorigiri, si ruppe la biella e lì finì la Milano-Taranto con il motore acceso...”

La rottura del motore fece sfumare quella che per Cosimo sarebbe stata la sua vittoria: concludere la gara. Cosimo non si arrende e decise di proseguire a piedi spingendo la sua moto e tagliando il traguardo sul lungomare di Taranto, distrutto ma felice.

Sono passati 60 anni da quel giorno ma nella sua mente è sempre rimasto un rammarico e un sogno; il rammarico per non aver completato la gara; il sogno di poter avere un'altra occasione di poter ripercorrere tutto il percorso fino al traguardo. Un sogno che si è avverato: Cosimo ha restaurato la sua MV Agusta e ha partecipato alla rievocazione storica della Milano-Taranto per finalmente ripercorrere il tracciato e inseguire il suo sogno fino al traguardo.

La sua storia eccezionale è stata raccontata dal figlio Giovanni che lo ha seguito passopasso nella fase del restauro completo della moto e durante tutta la gara realizzando “Gli Ultimi Chilometri” un film-documentario che è possibile seguire sul sito www.gliultimichilometri.it che racconta non solo il sogno di un uomo, ma anche il valore "vitale" della passione motociclistica. Ogni settimana sarà possibile vedere un filmato relativo al restauro della MV agusta e filmati relativi alla rievocazione storica della Milano-Taranto. Il documentario non è il racconto della vita di un campione di motociclismo, non è la storia di vittorie e di trionfi, ma la storia di un uomo appassionato di motociclismo e della vita.