Intervista a Alex De Angelis

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Abbiamo il piacere di intervistare Alex De Angelis un gran pilota che nel corso di questi anni ci ha fatto vivere grandi emozioni. La scorso anno in molte occasioni è stato spesso vittima della cattiva sorte ma nella fase finale della stagione, ha vinto il GP di Malesia nella  moto2. 

Innanzitutto Alex puoi dirci che valutazione dai alla stagione precedente che ti ha visto cambiare moto a metà stagione? Con la Suter, moto con cui ho iniziato il mondiale, non mi sentivo a mio agio e così siamo passati alla FTR con cui ho ottenuto subito un podio per poi vincere in Malesia. Considerando che ho cambiato la moto a metà stagione posso dirla di averla chiusa bene se non fosse stato per l’infortunio alla mano occorso in Australia.

Obiettivi per il 2013? Per il 2013 sicuramente gli obiettivi sono quelli tornare nella top Five. Quest'anno abbiamo cambiato moto passando alla Speed-up, per intenderci la moto che usava Iannone lo scorso anno.

A 28  anni sei uno dei veterani del mondiale con parecchie stagioni alle spalle, ma nonostante sei salito spesso sul podio ed in alcune occasioni anche sul gradino più alto, non sei riuscito a trovare la continuità per vincere un mondiale. Che spiegazione ti sei dato? Probabilmente nella mia carriera ritengo sia mancato un vero e proprio programma con una moto ufficiale. Ho corso con moto ufficiali ma gestite da team privati e forse per raggiunger l'obiettivo mi è mancato l’appoggio di un team  ufficiale.

Allora ti chiedo perché nonostante le belle prestazioni non sei mai riuscito ad ottenere una moto ufficiale? Ogni anno è una storia a se. Vuoi  perchè gli italiani che in questi ultimi anni sono visti non come qualche anno fa, vuoi che da qualche anno a questa parte vale la legge che corre chi porta i soldi.

Già i piloti con la valigia…per sedersi su una sella bisogna ancora avere talento o serve altro? Quando io ho iniziato i soldi non bastavano, dovevi  aver dimostrato sul campo il tuo valore, dovevi aver già dimostrato di andar forte ed aver magari già vinto in campionati minori. Oggi fai scorrere la griglia di partenza e ti chiedi da dove vengano certi nomi e soprattutto cos’hanno vinto. Oggi più che mai la valigia fa la differenza.

Da quando hai iniziato com’è cambiato l’ambiente? E’ cambiato molto perché quando ho iniziato io i team avevano maggiori budget e potevano permettersi determinati investimenti in ricerca e sviluppo, mentre oggi nella categoria in cui corro c’è meno interesse perché, non vedi chissà quali sviluppi tecnologici possano esserci sulla moto, basta dire che non abbiamo il controllo di trazione cosa che ormai puoi trovare anche sulle moto di serie.

L’addio di Stoner è attribuile alla gestione Dorna? Tu che valutazione dai al gestore del campionato? Sulle decisioni di Stoner non entro nel merito in quanto sono sue sceltei personali.  E’ sicuramente un peccato perdere un pilota del genere.  Ognuno di noi potrebbe dire la sua sulla gestione Dorna a seconda di quali punti scegli di mettere in luce, dal mio punto di vista posso solo dire che stanno facendo un buon lavoro, il motomondiale ha grandissima visibilità.

Il nostro sito parla di emozioni chi, fra tutte le persone che hai conosciuto in questi anni, ti ha regalato maggiori emozioni ? Tra i piloti sono molto amico di Capirossi e ritengo che vada portato ad esempio a tutti perché lui ha corso con la vera passione e senza troppe lamentele.  Nella mia carriera la persona più importante è stata sicuramente mio padre che mi ha sempre aiutato, a partire dall’inizio quando ha messo i soldi per potermi far correre. Poi ci sono anche tante altre persone  - chi più chi meno - che hanno contribuito a farmi crescere per farmi arrivare dove sono arrivato. Ricorderò sempre che alla mia prima vittoria nel motomondiale c’erano sotto il podio tutti  i team con cui avevo corso, posso dire di aver mantenuto un buon rapporto con tutti e che tutti loro sono stati importanti per la mia carriera.

Per i piloti di oggi il numero è un elemento distintivo. Il tuo ha qualche aneddoto o curiosità? No, niente di particolare.

Hai mai ricevuto offerte di correre in Sbk? La Sbk è un bel campionato e sono sicuro che da quest’anno con il passaggio a Mediaset avrà un ulteriore crescita ma per ora il mio obiettivo è restare nel motomondiale e in moto2, poi però il mondo è piccolo.

Emozione più intensa vissuta? L’emozione del debutto tra i grandi è stata intensissima, Wild-card al gran premio di San Marino: il passaggio da spettatore dei gran premi a essere insieme a loro a battagliare è una emozione che porterò sempre con me. 

quella che vorresti vivere? Sicuramente quella che vorrei vivere, dopo essere arrivato due volte terzo ed una volta secondo,  di conquistare il campionato del mondo.

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