Intervista a Pierfrancesco Caliari

Mancano pochi giorni alla 71.ma edizione dell'Eicma ed abbiamo il grandissimo piacere di intervistare il direttore generale Ancma dr. Pierfrancesco Caliari, l’uomo che a nostro avviso ha contributo a far rinascere il “salone” e recentemente sta affermando  il brand Eicma.

 Dr. Caliari buongiorno, prima di tutto vorrei fare una domanda che esula dalla fiera ma sul brand Eicma. In quest’ ultimo anno ho assistito alla presenza di questo logo in diverse manifestazioni di carattere motociclistico, come ultima in ordine di apparizione la 6 giorni di enduro, cosa volete comunicare con la vostra presenza,?

Bisogna dire una cosa Eicma è un prodotto di Confindustria Ancma ed Eicma è il salone dei costruttori, il salone dell’associazione. Nell’associazione convivono più anime che vengono rappresentate in Eicma. Eicma è di fatto tutto quello che è il mondo delle due ruote, e questo mondo viene rappresento in maniera spettacolare in diversi ambiti. Essere alla SBK, alla sei giorni di Enduro, nelle manifestazione di trial, fuoristrada, custom, elettrico fa parte di quello che è il dna di Ecma e del mondo dei costruttori.

 Eimca ormai non è più solo il salone, cosa vuole essere e diventare il brand EICMA?

Eicma non è una cosa che vive quei 5 gironi all’anno. Eicma vive tutto l’anno e rappresenta il mondo delle due ruote. Un lavoro che non si conclude con la vendita di spazi. Se alla manifestazioni c’è il nostro logo è per dire che noi siamo presenti e che i costruttori sono presenti e vicino al pubblico.

Un tipo di intervento anche di sponsorizzazione? Possiamo dire che in alcuni casi sopperite ad eventuali mancanze della Federazione ?

Eicma non sponsorizza nessuno, si crea un legamene di partenariato con chi organizza gli eventi e li supportiamo con una serie di attività, che vanno dalla comunicazione alla semplice presenza. L’ancma lavora in parallelo con l’Fmi, la federazione cura gli utilizzatori e gli sportivi, noi le marche con l’obiettivo è comune che è quello di promuove il mondo delle due ruote. Sono due ambiti completamente diversi, comunque ci sarà sempre più rapporto e complicità tra FMI e ANCMA. Sono molto contento del riscontro avuto in questi anni con la dirigenza della Federazione.

Una parentesi sull’uomo Caliari. Qual’è il suo rapporto con le moto? Sappiamo della passione per l’Harley ma l’abbiamo vista entusiasta del mondo enduro che ha incontrato alla 6 giorni in Sardegna.

Intanto vorrei precisare che da sempre vado in moto, dalla vespa del ’77  - che mi hanno rubato - passando per Tmax, Monster, Ancillotti, KTM fino ad arrivare ad oggi e alle Harley. Oggi a 52 anni mi piace tornare a mettere le mani dentro la moto e l’Harley ti consente questo, tornare un po’ bambino. Alla mia età la velocità non mi interessa più, mi interessa la convivialità che alcuni tipo di moto possono portare. L’enduro è stata una mia grande passione ed ora che sto tornando ad allenarmi non escludo che qualche giro in fuoristrada lo farò ancora.

Veniamo al salone, i numeri non fanno che confermare il vostro successo, il motto di quest’anno recita “i Motociclisti sono cambiati”.

I motociclisti sono cambiati è stata una voluta provocazione. Noi come istituzione - ricordiamoci che siamo sempre una istituzione -  abbiamo voluto lanciare una immagine forte. Per anni il mondo delle due ruote non è stato considerato ed oggi ANCMA sta lavorando tantissimo con le istituzioni. E’ stato approvato il codice della strada in cui sono stati accettati i nostri emendamenti e continuiamo a lavorare per la semplificazione delle omologazioni. Eicma non può essere il salone con la donna ammiccante e il motore che fa brum brum. Eicma è il salone della mobilità e della passione è un grande evento e noi  lavoriamo per farlo sempre più grande ed esportandolo fuori dalla sede istituzionale che è la fiera, in primis gli eventi del fuori salone. E’ un grande lavoro per smarcare quella che è l’immagine stereotipata dl motociclista. Oggi la moto è la vera risposta ai problemi di mobilità, che sia con la moto di passione o lo scooter.

 Quale pensa siano i motivi del vostro successo ed i vostri punti di forza? 

Il nostro punto di forza sono le case che decidono di presentare I loro modelli ad Eicma. Poi viene l’entertainment che è fatto dall’area Live:  più di 10 gare a livello internazione non le ha nessuno, questo basterebbe il costo del biglietto. Poi ci sono delle aree che rappresentano quello che è il momento del nostro mercato. Il custom oltre ad essere un’area importante che insieme all’enduro sono i segmenti che vendono di più, sono altre aree di entertainment. Il green è ormai affermato, dato  che ormai quasi tutti i costruttori hanno a catalogo prodotti green, resta comunque un’area di approfondimento. Poi da quest’anno abbiamo deciso di prendere in mano il settore sicurezza, che è uno dei motivi principali dell’associazione, con tematiche che vanno dall’abbattimento dei costi sociali ed un focus su tutte le cose che non funzionano nelle infrastrutture.

 Bei ritorni, gradite conferme e meritevoli novità, iniziamo con quella che ci sta maggiormente a cuore la mototerapaia. Non è detto che ci sia solo la pet-terapy. Abbiamo il piacere di ospitare questa bellissima iniziativa. Veder nascere un sorriso perché si guarda una moto volare è bellissimo.

 Rosa d’inverno. E’ un classico, doveva tornare e da quest’anno tornerà in Eicma, nella giornata di domenica. Ritengo sia un evento  fondamentale anche perché racconta la storia, le tradizione, la bellezza e la gioia di vivere le due ruote e non poteva mancare.

Riders4Riders.  Grande privilegio che abbiamo avuto. Ogni anno dedichiamo una parte dei nostri sforzi ad un evento charity. Riteniamo che questo ne valga veramente la pena.

Notizia di questi giorni che il motor show non ci sarà. Mia personale opinione è che se ci fosse stato tal Caliari a coordinare questa manifestazione non solo si sarebbe fatto ma il motor show sarebbe diventato un evento ed un brand importante, può esprimersi e dirci il suo punto di vista?

Ti ringrazio, sei troppo buono. Ci vogliono le idee. Sicuramente ognuno  ha i suoi problemi, noi sia nel mondo auto motive e penso che l’Italia abbia bisogno di un evento dedicato alle auto. L‘unica cosa che posso  dire è che in quel periodo dell’anno non si può pensare di avere un salone dell’auto ma ci voleva il motor show di qualche anno fa, nel momento in cui è diventato salone ha perso un pò di quello che era il suo fascino. Fai conto che dopo un mese c’è Ginevra che è il salone più importante del mondo. Ritengo che o andava mantenuta la formula di una volta o rivederla, però non sono nel settore e questo è un giudizio esclusivamente estetico che non ha base pratica.

 Le nostre aziende sono in crisi, che tipo di supporto concreto potrebbe venire dalle istituzioni e dagli entiSicuramente 3 cose fondamentali: credito al consumo, calmierare le assicurazioni e la sicurezza, che deve essere intesa come infrastrutture che devono essere friendly alle due ruote.

 Dal mio punto di vista penso ad interventi mirati. Per piccole aziende il contributo per partecipare ad Eicma può essere importante, perché non offrire gratuitamente uno spazio espositivo a quelle aziende che hanno almeno l’80% della produzione e della forza lavoro in Italia ? Ritiene utopica questa strada ?

Il mercato è mercato, la fiera a noi costa. Noi abbiamo costi veramente pesanti per sostenere il salone. Oggi lo stato non ha i soldi per finanziare la cassa integrazione, siamo in un momento imbarazzante, magari questo potrà avvenire quando si metta a posto il sistema stato ma oggi gli aiuti ci sono per coprire il domani mattina. Siamo in una situazione di estrema difficoltà, stiamo svuotando la chiglia con  palette e secchielli mentre c’è un uragano.

 Lei è in prima linea, spesso in trincea, nella lotta sul caro assicurazioni. Sappiamo degli incontri con il presidente FMI Sesti per creare una polizza ad hoc sul modello francese. A che punto stanno le cose ad oggi?

E’ un progetto cui stiamo lavorando e non voglio dire niente per non anticipare nulla. Noi abbiamo un problema che in Italia c’è un sistema assicurativo malato. Vogliamo un sistema assicurativo per le due ruote disgiunto dalle due auto in quanto le problematiche sono diverse e con metodi di risoluzione completamente diversi. Noi stiamo valutando di poter creare qualcosa che sia alternativo e che sia su misura per chi va sulle due ruote. E’ un progetto ambizioso ma molto interessante, se ti dico qualcosa si creerebbero fraintendimenti che non è il caso di far nascere. E’ un work in progress talmente delicato che non si possono buttare della parole al vento.

 Per concludere: sono quasi certo che anche quest’anno Eicma sarà un successo e vorrei chiederle quale obiettivo a medio termine le piacerebbe raggiungere così da gratificarla del lavoro fatto. Io sono già contento così. Ho avuto la fortuna di fare spesso quello che mi dava gioia e di alzarmi la mattina non con il pensiero di andare a lavoro ma pensando che andavo a fare quello che mi piaceva. Ringrazio alla  mia età di poter dire questo. Se dovessi proprio identificare qualcosa, mi piace l’idea di essere ad esempio per i giovani di trasmettere quella voglia e quell’entusiasmo che io ci metto tutte le mattine.

 

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