Un weekend in pista con la Cagiva 500GP

Il nostro sito racconta di emozioni e di emozioni ne abbiamo raccontate tante. Oggi abbiamo il grandissimo piacere di poter ospitare su queste pagine emozioni che pochi possono solo sognare di vivere: guidare la Cagiva gran premio di Eddie Lawson. Per noi Cagiva è l'essenza delle due ruote. E' per tanto per noi un piacere, oltre che onore potervi riportare il racconto di chi una di una di quella cagiva, quelle da gran premio alcune delle moto più belle mai realizzate nella storia,l'ha potuta guidare.

Ciao a tutti!!

Mi presento, mi chiamo Andrea Barbieri, sono un 43enne della provincia di Varese appassionato di motori e di sport motoristici con diversi anni di esperienza alle spalle, sia in campo lavorativo che competitivo.

Ho fatto le prime esperienze come pilota di motocross nel 1994 e sono stato tra i primi in Italia ed in Europa a praticare il freestyle motocross.

Nel corso degli anni ho partecipato a gare di motocross,supercross e supermotard a livello regionale, interregionale ed anche ad alcune competizioni internazionali, inoltre ho effettuato test su strada ed in pista di moto MV Agusta e Bimota.

Negli anni ho avuto il piacere di collaborare all'allestimento della pista del Fast Cross, sono stato meccanico in team privati del Campionato Mondiale Mx 125, del Campionato Europeo Mx 250 e poi del Campionato del Mondo Mx 500.

Nel 1999 sono entrato a fare parte della famiglia del Gruppo Cagiva, dal 2000, grazie all'interesse dimostrato dal Sig. Claudio Castiglioni per il mio lavoro, sono stato trasferito nel Reparto Esperienze Telai Husqvarna, occupandomi sia dei prototipi di moto per la produzione che dei motocicli destinati alle competizioni internazionali; ultimamente ho lavorato in Ducati Motor Holding e da qualche anno faccio parte del Cagiva Club Italia.

Detto ciò passo a raccontarvi un’esperienza vissuta lo scorso agosto, l’esperienza che, molti come me, hanno sempre sognato di vivere, la realizzazione di un sogno che è sempre stato considerato irrealizzabile: pilotare una GP500!

Da qualche tempo era in contatto con Dean e Martyn, fondatori del Classic Cagiva Racing (un’organizzazione che si occupa del restauro e del mantenimento funzionale di moto da Gran Premio della Casa di Schiranna ma anche di altri gioielli su due ruote tra cui Bianchi, Benelli, Magni ed MV Agusta) e in occasione di un importante raduno ci siamo finalmente conosciuti di persona.

Nel corso di altri raduni ed incontri la conoscenza si è ben presto trasformata in amicizia.

In occasione del funerale del Sig. Magni, mentre si parlava di moto e della sua collezione, mi sono trovato a dirgli: "Se hai bisogno di una mano per spostare le moto dimmelo che vengo ad aiutarti!" e lui mi rispose così: "Portati il casco e la tuta e io te le faccio provare in pista!".

Pensando fosse una battuta, ma in verità speravo non lo fosse, ho accettato all’istante comunicando alla mia ragazza che le prossime ferie estive non si sarebbe andati al mare ma in pista a Donington!

Col passare dei giorni la realtà prendeva il sopravvento, bisognava organizzare davvero la trasferta in terra inglese, oltre le normali pratiche di un viaggio, quindi voli e alloggi, occorreva anche capire le modalità dell’evento a cui mi accingevo a partecipare, il Classic Motorcycles Festival è uno dei più importanti eventi a livello europeo e mondiale, cui partecipano centinaia di piloti che si affrontano, suddivisi per categorie, in sella a motociclette classiche, in decine di gare.

 

Come contorno alle gare vere e proprie ci sono le cosiddette sfilate (se quello per loro è sfilare..) delle moto da corsa che hanno fatto la storia del motociclismo, moto di ogni cilindrata e specialità dei campionati della velocità.

Finalmente l’avventura vera può iniziare.

Atterriamo a Donington il giovedì e già dal pomeriggio siamo in circuito, dopo aver salutato gli amici, ed averne conosciuti di nuovi, si inizia ad allestire la postazione nel paddock per esporre i “gioielli” e a preparare le moto con cui si correrà: abbiamo ben quattro bellissime Cagiva GP500 ed una 125 oltre ad una rara Bianchi, una Benelli di Renzo Pasolini, una MV Agusta di Giacomo Agostini ed una Suzuki.

Intorno a noi il paddock man mano si popola, si montano le tende e si posizionano i camper ma soprattutto si tirano fuori le moto!

Il venerdì il circuito si anima da subito ed il paddock continuerà a riempirsi fino a pomeriggio inoltrato, hanno tutti voglia di correre e si vede.

Nel frattempo iniziano le prime prove libere in pista, mentre noi finiamo di mettere a punto le moto e girovaghiamo curiosi nel paddock, conoscendo nuovi amici tra cui John “Mooneyes” Cooper (quello che ha disegnato gli occhi sul casco),  il mitico Les Judkins (85 anni, diversi TT alle spalle e ancora dà gas in pista), Chris con la sua Moto Guzzi gialla e poi Nick e Shelli, ammiriamo le centinaia di moto in gara e quelle esposte nella sala delle esposizioni interna,  moto che si possono solo sognare, moto di piloti famosi che hanno fatto la storia tra le quali ammiriamo le Honda di Joey Dunlop o la Suzuki con cui corse Kevin Schwantz!


Facendo qualche passo in più, appena fuori dalla pista, è possibile visitare una esposizione dove vari motoclub inglesi espongono centinaia delle loro moto.

Arriva il sabato, inizia ad arrivare anche il pubblico e dalle 9 i primi motori iniziano a rombare, di lì a poco ci saranno le qualifiche e poi le batterie: si inizare a fare sul serio!

Noi facciamo ancora un po’ i turisti, andando in giro ad ammirare moto e piloti, nessuna tensione "è una parata, non è una gara!" mi ripetono continuamente.

Nonostante il sole caldo e lo splendido cielo azzurro, io e la mia ragazza cerchiamo di portare ancora più calore, distribuendo palloncini colorati del Cagiva Club Italia e adesivi ai bambini che passano ad ammirare le moto del Classic Cagiva Racing.

Per fortuna dai paddock non passano solo bambini, nel pomeriggio mi presentano Phil.

“E chi sarebbe questo Phil?” penso tra me e me, Dean intuisce e aggiunge "Phil... Read", “Aaaaah, QUEL Phil!!”, figura colossale e giù risate da parte di tutti gli altri!!

Facciamo alcune foto e si continua a scherzare, si avvicina l'ora del briefing e la tensione inizia a crescere, di lì a poco salirò sulla moto: la Cagiva C590 di Ron Haslam, con cambio rovesciato sul lato destro, sarà mia per il sabato mentre i mie amici useranno rispettivamente la Cagiva GP 125 di Pier Paolo Bianchi e la Cagiva C591 di Eddie Lawson.

Durante il briefing la sala è piena di piloti famosi, campioni del mondo, campioni europei, campioni britannici e.. io!!!

Faccio qualche foto (quando mi ricapita un’occasione simile?????) e si inizia, ci ricordano le regole da rispettare, le bandiere e poi ripetono "E' una parata, non è una gara, divertitevi ma state attenti!! I primi a partire saranno gli ospiti dell'evento poi entreranno gli altri, avete 15 minuti" in quel momento Steve Parrish, con una maglietta indescrivibile, esclama "Ah, entrano prima i brocchi!!" e tutti giù a ridere come dei matti.

Prima di salire sulle moto occorre passare dal controllo di sicurezza per verificare vestibilità e condizioni di tute, caschi, guanti e stivali.

Finalmente ci siamo, spingiamo le moto verso la corsia box e ci prepariamo a salire in sella, accendiamo a turno i motori e abbassiamo le visiere, si và dentro!!

Mi sento strano, un sogno che si realizza, mille pensieri che iniziano a turbinare e che poi spariscono per lasciar spazio al godimento ed alla paura che mi accompagnano. I piloti che iniziano a spingere, lascio la corsia box  e subito finisce il rettilineo, curva a destra, allargo e poi chiudo nuovamente a destra, la pista scende in picchiata verso sinistra mentre la velocità aumenta. Staccata e poi a destra, si sale in accelerazione, sinistra e poi ancora a sinistra, curva in terza verso destra, apro su un breve rettilineo in fondo c'è come un gradino, appena sopra la pista gira verso destra in due tempi e poi si torna a dare gas, i giri del motore salgono e dopo metà rettilineo mi sento il casco che si alza su un leggero dosso, probabilmente la ruota anteriore galleggiava a mezz'aria, stacco ed entro nella chicane verso destra che immette sulla partenza, continuo ad aprire sempre più, passano i giri ed iniziano i doppiaggi, sì, i doppiaggi, qualcuno il gas lo dà alla grande (ma quella frase "e' una parata, non è una gara divertitevi.." l'ho sentita solo io?).

Io invece cerco di contenermi arrivando a 12.500/13.000 giri e di non fare stupidate, assaporando ogni metro di questa meravigliosa pista fino alla bandiera a scacchi, che purtroppo arriva troppo presto.

Si rientra in corsia box, ok, ce l'ho fatta, la moto è intera ed io pure, i sorrisi e le pacche sulle spalle non si contano, il traction control a polso ha funzionato bene come gli altri controlli manuali collegati al mio cervello, l'elettronica quì non c'è a darti una mano!

Si torna nel paddock, puliamo, riordiniamo tutto e ci rimettiamo in abiti civili tornando a ridere e scherzare e arriva sera.

Domenica mattina, sveglia prestissimo, si preparano i bagagli prima di andare in pista, colazione abbondante anche oggi, a pranzo non ci si ferma, ci sono le gare da vedere!

Il paddock è sempre pieno e oggi altri amici verranno a trovarci, sono i soci del UKMOC, il club inglese dei proprietari di Ducati Monster.

Passano le ore, arrivano tutti e si delinea il programma per la Special Parade: io salirò in sella alla Cagiva C591 di Eddie Lawson mentre gli amici useranno la Cagiva C590 di Ron Haslam e la Cagiva C592 di Eddie Lawson. Ci sarà da divertirsi con tre GP 500 in pista!!

Come il sabato il programma prevede briefing, moto a motore spento spinta nella corsia dei box e accensione, ma stavolta l'emozione è più intensa e chi mi conosce lo sa bene, su quella moto non sono solo, ho con me un amico e ne porto il ricordo sul casco.

Entriamo in pista poco distanti l'uno dall'altro con le nostre Cagiva, quasi sfilando per farle ammirare, e diamo gradualmente gas. Le sensazioni di guida sono simili ma allo stesso tempo diverse, stavolta ho il cambio rovesciato a sinistra e questo mi aiuta molto, anche la posizione in sella è diversa, con la sella ancora più alta e un maggior carico sull'anteriore. Inizio a spingere ma senza esagerare, cerco di stare con le altre Cagiva per fare ammirare queste moto tutte rosse che fumano ed hanno un suono così particolare, giochiamo a superarci e stiamo davanti a turno, è impressionante come salgono di giri e ci si sente sparati in avanti, le quattro tempi staccano dopo ma quando si è in curva le si passa con una facilità inaspettata con un filo di gas e il motore riprende anche da 4000 giri senza esitazioni, che moto!

Facciamo qualche altro giro e arriva la tanto odiata bandiera a scacchi a metter fine ai giochi, inizio a salutare il pubblico, i commissari, ma anche i piloti che mi hanno accolto tra loro, arriva l'ultimo rettilineo ed io e Dean, l'amico che mi ha permesso di realizzare questo sogno, lo affrontiamo stringendoci la mano per alcuni secondi che sembrano lunghissimi, un momento davvero toccante, alzo la mano verso il cielo e saluto il Signor Claudio, sì , proprio quel Claudio Castiglioni  di cui sono tanto amico e che per me è stato come un secondo padre, da lassù ha gioito nel vedere le sue moto di nuovo in pista, ne sono sicuro!

Raggiungo l'uscita e da lì il paddock, è un momento intenso, la mia ragazza si avvicina, ma per qualche minuto non posso aprire la visiera, scende qualche lacrima.

Chi mi è intorno capisce e mi lascia tranquillo, mi riprendo e vado a cambiarmi, si comincia a caricare.

Il sogno è finito ed è ora di tornare alla realtà come fanno le persone normali, ma io non sono normale e continuerò a sognare..

Grazie a Dean e Martyn del Classic Cagiva Racing per l’amicizia e la disponibilità,

grazie al Cagiva Club Italia per i palloncini e l’invidia, grazie agli amici del UKMOC che mi sono venuti a trovare, grazie a Stuart che ci ha aiutati negli spostamenti con la sua macchina.. e grazie a Elena che mi ha sopportato prima, durante e dopo questa magnifica avventura!!!




Dedicato a Claudio Castiglioni, un Presidente, un Signore, un Amico.

 

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