Emozioni e moto in corsia. Natale freestyle al Gaslini

Beneficenza si fa in silenzio. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase? Beneficenza si fa in silenzio. Quante volte abbiamo visto postata questa frase sulle pagine dei social? E' solo protagonismo, desiderio di mettersi in mostra. Quante volte abbiamo sentito queste argomentazioni? Spesso queste accuse di protagonismo arrivano da persone che pubblicano proprio sui social loro foto in costume, a braccetto con questo o quel personaggio famoso o  il loro risultato della ultima performance sportiva.

Secondo il loro modo di approcciarsi ai social andrebbero postati e condivisi i presunti traguardi personali anziché mostrare agli altri iniziative di carattere sociale o benefico, perchè la beneficenza -a detta loro - va fatta in silenzio.
Non so se Vanni Oddera possa essere definito esibizionista, quello che è certo è che se avesse fatto il filantropo nell'ombra, il benefattore misterioso, forse solo un quarto delle sue iniziative si sarebbero concretizzate alla stessa velocità, e forse un decimo delle persone che oggi lo seguono avrebbe potuto conoscerlo e supportarlo concretamente. Perchè è attraverso le immagini e i video che posta che tante persone lo hanno avvicinato per dirgli “quando hai bisogno chiamami pure, mi piacerebbe aiutarti in quello che fai”.
Nel corso degli anni, grazie al ritorno mediatico delle sue iniziative, su tutte la mototerapia, è riuscito a farsi molti amici che si rendono immediatamente disponibili a ogni sua chiamata.
Tanti hanno pertanto accolto il suo appello di dirottare i soldi per il consueto regalo natalizio a favore di una donazione da destinare ai reparti di pediatria ematologica e oncologica dell'ospedale Gaslini di Genova.  


Appello che si è tramutato in meno di due settimane in 4.000 euro raccolti personalmente tramite il passaparola che aggiunti ai 5.000 donati della carrozzeria Campagnolo di Biella fanno 9.000 complessivi donati ai due reparti.
La consegna di questo regalo natalizio a favore dell'ospedale avrebbe potuto essere silenziosa, magari sottovoce, senza dirlo a nessuno e autocompiacendosi internamente del contributo sociale e invece Vanni ha fatto qualcosa in più. Qualcosa di unico.
 Ha chiamato a se quel gruppo di amici che ha incontrato negli anni di show e mototerapia (magari conosciuti grazie proprio a quei post) e si sono rispecchiati nel suo modo di intendere la professione e forse la vita.

Donare il proprio tempo a chi ne ha bisogno! Questo il messaggio di Vanni che in tanti hanno sposato. Dare le proprie energie e il proprio talento.

Persone che hanno fatto una scelta: non limitarsi a fare un bonifico, staccare un assegno o inviare un sms per contribuire a una causa ma metterci non solo la faccia, ma il proprio tempo e energie. Uniti sotto il dettame “doniamo ciò che sappiamo fare agli altri” hanno risposto alla chiamata di Vanni e così dieci giorni prima di Natale si sono ritrovati davanti all'ingresso dell'ospedale Gaslini per una giornata indimenticabile.

 
Una giornata che a detta di molti – primo su tutti il personale interno al Gaslini- passerà alla storia dell'istituto.
Lo sport acrobatico è entrato al Gaslini: freestyle, basket acrobatico, skate, mountain bike down hill da far provare ai piccoli ospiti grazie agli atleti intervenuti.
Non potevano mancare i volti più noti della Daboot, i fondatori di una delle più belle realtà dello sport non solo nazionale ma mondiale, Alvaro dal Farra e Massimo Bianconcini (fresco vincitore del campionato del mondo di step up) che hanno perimetrato l'ingresso dell'ospedale con le loro moto. C'era la crew Da Move che con acrobazie ai limiti della fisica realizzavano numeri a tratti ipnotizzanti con i loro palloni da basket.

     

Poi a integrare la giornata di sport acrobatici anche un simulatore di surf. E vuoi non metterci un po' di equitazione ? Deve aver pensato Oddera, ed ecco allora che con mantella rossa e cappellino da babbo natale il pony Fulmine faceva salire i bimbi per una passeggiata intorno all'ingresso.


A rendere ancora più suggestiva l'atmosfera ci ha pensato Andrea Rock di Virgin Radio e altri amici musicisti che con chitarre acustiche intrattenevano a pezzi di punk rock melodico tutti i presenti.
Così, tra piloti che sorreggevano  bimbi per realizzare i loro numeri di freestyle sulle moto parcheggiate, passeggiate in pony, giri su skate e bici e simulazioni di surfate il tempo è passato veloce e i visto che non possono stare troppo tempo all'esterno i bimbi hanno dovuto rientrare nelle loro camere, seguiti da lì a poco da tutti – e diciamo tutti – i coprotagonisti di questa giornata.

 
Dopo le operazioni di vestizione e sterilizzazione la supercomitiva umana è infatti entrata nei reparti di ematologia e oncologia dell'ospedale con tutti i mezzi in loro possesso.

Si sono divisi in due gruppi e hanno invaso i corridoi e le camere con moto, bici, skate e simulatore.
E' stata necessario un po' per acquisire la fiducia dei piccoli ospiti, che inizialmente erano intimoriti da questo gruppo scatenato che ha alterato i ritmi scanditi e monotoni della routine ospedaliera, ma poi, una volta rotta la barriera di fiducia era un continuo “facciamo un altro giro? ”.



Così tra giri in moto, bici e skate in corsia, canzoni gridate nei corridoi il pomeriggio è letteralmente volato.
I bimbi, alcuni di loro devono stare settimane in quelle mura, hanno vissuto qualcosa di diverso. Il dono più grande per tutti gli atleti e amici di Vanni intervenuti, sono stati i sorrisi dei piccoli ospiti e le parole dei familiari e del personale medico, che riteniano non sia questa la sede per riportarle.


Una giornata indimenticabile per tanti. Una giornata che è bello rivivere attraverso il filmato realizzato da Motoreetto che ne ha descritto in maniera limpida e diretta l'essenza, e alcune foto postate sui social degli intervenuti. Video e foto che hanno avuto grande diffusione e condivisione proprio sui social.
“Ci sono tanti volontari che fanno belle cose in silenzio” è vero, molti fanno beneficenza in silenzio ma forse è una occasione persa, perchè anche una sola foto può fare tanto: può far riflettere sulla scelta di come allocare la risorsa più importante che abbiamo, ossia il nostro tempo.
Quando facciamo qualcosa che potrebbe essere definita beneficenza, qualcosa  non solo per noi stessi, ma che in qualche modo coinvolge gli altri - a beneficio di altri - pensiamo a Vanni Oddera e ai sui amici.

Se non ci fosse stato qualcuno che attraverso i social o altri mezzi avesse divulgato la sua attività, la donazione e questa giornata al Gaslini e i sorrisi di questi bimbi non avrebbe mai visto la luce.

Forse anzichè postare foto che a detta di alcuni potrebbero essere definite di esibizismo, ad esempio selfie con la bocca a papera, risultati dell'ultima esercizio ginnico, i pezzi nuovi della moto, i luoghi visitati o i presunti vip incontrati, sarebbe più bello condividere altre immagini. Immagini di beneficenza fatta, perchè quello non è esibizionismo, è fare del bene.

 

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