Kawasaki 500 vs Honda Four 500!

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Per il nostro format "Classic Emotions", grazie a Officina Ruote Classiche di Gerenzano che ci ha fatto vedere in azione due moto sapientemente restaurate, abbiamo toccato con mano le emozioni che possono trasmettere ancora oggi, a distanza di anni moto che hanno scritto pagine del motociclismo. 

 Questa volta è stato il turno della Kawasaki 500 2 tempi e della Honda four 500 4 tempi. Stenno anno, stesso colore, stessa nazione di fabbricazione ma profondamente diverse.

Da un lato una delle cult bike per eccellenza, nella sua terza versione, dall'altro la rivisitazione di uno dei maggiori successi di casa honda in versione più piccola.

Era i 1968 e l'importatore statunitense di kawasaki chiese alla casa madre una moto che andasse oltre, una moto da un rapporto peso potenza mai visto, che si impennasse anche in terza.



La terza serie della moto progetta dal reparto di corse di Satana, la bara volante, la moto che più di altre nella storia del motociclismo rappresenta una promessa avventata, la più insidiosa maxi di quegli anni. Sul veloce è una continuo raddrizzare e compensare. In discesa una preghiera continua, grazie a un freno motore inesistente e dei tamburi che dopo tre stizzate erano bolliti. Un avantreno che continuava a puntare al cielo. Eppure resta una dele moto più iconiche dell'epoca, fu il sogno di tanti ragazzi dell'epoca, ammaliati da un qualcosa di oltre. La moto che forse rappresenta il prima e il dopo. Perchè il 3 cilindri 2 tempi dalle prestazioni mozzafiato, anche in senso negativo, rappresentano uno spartiacque come poche altre volte è successo nella storia della moto. Alla fine degli anni sessanta una 3 cilindri 2 tempi dal rapporto peso-potenza doppio rispetto alle concorrenti fu un evento straordinario. Non si erano mai visti 2 tempi 3 cindri su moto stradali: 200 Kilometri orari un quarto di miglio in 12 secondi e 4 con 60 cavalli. Tanta potenza totalmente sproporzionata a un telaio inadeguato, come del resto l'impianto frenate (nella prima versione dei freni temburo che oggi non sarebbero montati neanche su una 125). Il peso era spostato sul retrotreno del 57% e questo significava un impegno costante a tenere la ruota anteriore per terra. Tuttavia il grosso problema erano i curvoni veloci dove usciavano i limiti delle sospensioni sopratutto quello anteriore con pochissimo smorzamento e insufficiente resistenza a flessione e torsione per gli steli di piccolo diametro.



Con gli anni furono apportate delle migliorie e il modello che abbiamo avuto il piacere di vedere in azione, restaurato sapientemente da ruoteclassiche, rappresenta forse la massima evoluzione, col freno a disco all'anteriore e il motore spostato in avanti con aumentato interasse, con anche il motore più ammorbidito con gli anni.

Una moto dalla personalità doppia sotto i 6000 giri è pigra, molto dolce mentre appena apri è pura potenza e emozione di guida. Peccato bisogna fermarsi spesso a rimpinguare il serbatoi in quanto sembra di avere una crepa nello stesso.

Dall'altra parte c'è un'altra verdona, ma quattro tempi e con soluzione tecniche di prim'ordine e finiture eccezionali. Iniizalmene viene importata in America, dove divenne subito un best seller facendo poi la sua comparsa in Europa. Esteticamente simile alla sorella maggiore con un compatto 4 cilindri con scarico 4 in 4 a tromboncino. Le differenze più grandi sono chiaramente nel motore, oltre per la cilindrata minore anche per le soluzione adottate: cilindri inclinati di soli 4 gradi anzichè 15 e lubrificazione a carter secco anzichè umido, unite e altri aspetti donano a questa moto un motore completamente nuovo, a differenza del telaio che resta a doppia culla in tubi d'acciaio ispirato dalla Norton, colei che ispirò tutte le ciclistiche giapponesi di quegli anni.



Freni e sospensioni sono invece una versione ridotta delle soluzione adottate per la CB 750.

Una moto dalla vocazione turistica dove colpisce la facilità di guida e la comodità, ottime le sospensioni e anche la frenata. Le versioni K2 e K3 avranno il fodero destro già predisposto per il secondo freno a disco, fornito come optionale e di diverse colorazioni. Unica indecisione si può trovare nell'avviamento a freddo, ma basta far ricorso al motorino per risolvere il problema.

Una moto che ai tempi, nonostante il prezzo non proprio popolare, riscosse grande successo di vendite.

Due moto che a distanza di anni abbiamo avuto il piacere di vedere in azione e anche provare: non sono esagerazioni quelle che vengono scritte sul Kawa! e la comodità e il piacere di guida della Honda non passa mai di moda.

Ringraziamo e facciamo i complimenti al lavoro di OFFICINA RUOTE CLASSICHE, vi consigliamo per acquisti ricambi di rivolgervia www.thekingofpiston e essere sempre protetti, alla moda e con stile di acquistare i vostri capi su www.twowheels.store