MONDIAL 300 HPS. Unione tra passato e presente

Le case motociclistiche italiane hanno scritto pagine importanti in ambito due ruote.
Una storia, quella italiana fatta di molte case costruttrici e tanti piccoli costruttori artigianali, capaci con estro e capacità di raggiungere il successo nelle competizioni.

 Per svariate ragioni nel corso degli anni la maggior parte hanno cessato l'attività, non solo piccoli costruttori ma anche case con un blasone importante il cui l'unico ricordo rimasto era il nome inciso nell'albo d'oro.

Un periodo certamente irripetibile, ma da qualche tempo a questa parte si sta assistendo ad un ritorno di marchi storici che per tanto, troppo tempo sono stati silenti e dimenticati come nel caso della Mondial protagonista della nostra prova.
Parlando di Mondial i ricordi di chi scrive tornano a quando era ragazzino e Giuseppe "Pep" Pattoni (in forza alla Mondial) gli raccontava di quel campionato mondiale classe 250cc vinto nel 1957 con Cecil Sanford e nella 125cc con Tarquinio Provini. Ricordi che rimandano ad un motociclismo che pochi ormai hanno avuto la fortuna di vivere dal vivo, ma che ci ricordano che gli italiani le moto le hanno sempre sapute fare, ma da quel 1957 dopo che le case avevano vinto tutto, decisero di ritirasi in forma ufficiale dalle competizioni di velocità.
In ambito di produzione di serie la Mondial, o meglio la F.B. Mondial storica azienda fondata dai fratelli Boselli nel 1929, continuò la produzione fino al 1978 anno in cui avvenne lo stop definitivo.

Pur avendo terminato la produzione il marchio rimane nel cuore degli appassionati e dopo aver alcuni tentativi non coronati da successo, l'ultimo nei primi anni 2000 quando fu presentata con poca fortuna la Piega, affascinante supersportiva motorizzata con il bicilindrico 1000cc della Honda VTR-SP1, da qualche anno grazie alla volontà del Conte Pier Luigi Boselli (discendente dei fondatori) e di Cesare Galli, imprenditore titolare della Pelpi International, il marchio ha trovato una stabilità ed ha ottenuto significativi riscontri in termini di vendite delle proprie motociclette.


Il rilancio industriale di questo nuovo corso della F.B. Mondial comincia da due motociclette, agli antipodi fra loro, la SMX 125 una moderna enduro/motard e la HPS 125 una piccola scrambler dall'animo ribelle che ha ottenuto molti consensi.
La piccola Hipster 125 nel tempo è cresciuta e nel listino Mondial ora è presente anche la sorella, la HPS 300 oggetto della nostra prova che conserva lo stesso animo e fascino ribelle e che promette un divertimento ancora maggiore.
Praticamente identica alla sorella di minor cilindrata, l'unica cosa che permette di distinguerla ad un primo impatto è la scritta HPS 300 sui fianchetti laterali.
Questa bella motocicletta, che non passa certo inosservata, piace ad un variegato numero di utenti, dal neofita alle esponenti del gentil sesso che trovano nella facilità di gestione, passando per l'alternativo che vuole un mezzo con cui farsi notare e che sia pratico nel uso cittadino, fino al nostalgico che la apprezza per il blasone del nome e nelle proprie gite fuoriporta.


Ampio uso di cromature per la Hipster, passo corto, sella con cuciture a vista, ruote a raggi con pneumatici leggermente tassellati, terminale di scarico rialzato, motore in bella vista, puntalino, faro tondo e strumentazione circolare per una piccola che sa attirare l'attenzione.
Una vintage in chiave moderna ben fatta anche se qualche cablaggio che appare a vista e forse avrebbe potuto essere curato maggiormente,  cosi renderla ancora più accattivante agli occhi dei futuri acquirenti.
Una Motocicletta questa HPS è giusto ricordare progettata e disegnata in Italia ma assemblata in Cina è mossa da un brillante monocilindrico a quattro tempi e 4 valvole di 249 c.c. erogante una potenza di 26 cv a 8500 giri/minuto e una coppia massima di 22,5 nm a 6500 giri/min. abbinato ad un cambio a sei rapporti.  Motore che da il meglio di se agli alti regimi, senza mai esitazioni e con un gran bel sound.


Questa HPS è in grado di accogliere tranquillamente persone della più diversa statura grazie alla sella bassa, una volta accesa ed inserita la marcia la piccola anticonformista stupisce per facilità di guida ed anche nel traffico cittadino raramente si è costretti a cambiare marcia, la progressione del motore consente sempre di uscire da ogni impiccio, se invece ci si vuole divertire con una guida allegra l'unico limite è quello imposto dalle gomme semitassellate perchè il piccolo mono è veramente capace di sorprendere.
Una moto leggera, che pesa poco più di 145 kg a secco e con interasse di soli 1360 mm, che si è dimostrata un furetto in quanto ad agilità con un motore che allunga fin quasi a 10000 giri prima di essere fermato dall'intervento del limitatore.

 
Anche le medie percorrenze pur avendo un assetto abbastanza rigido,  arreca fastidio solo in presenza di pavè o strade con tante buche, e la sella non molto imbottita, non sono problematiche anche per merito della azzeccata triangolazione fra polsi, gomiti e caviglie. Ma è soprattutto il gran lavoro nel copiare le asperità stradali offerto daI doppio ammortizzatore posteriore e dalla forcella che unendo passato e presente, incorporano la tecnologia delle sospensioni regolabili, riescono ad assicurare il massimo piacere di guida sia nel lento traffico cittadino che nelle veloci gite fuori porta.

Tuttavia è nel misto veloce che la moto da il meglio di se. Compatta e precisa negli inserimenti  fa tornare bambini talmente ci si diverte nel guidarla. Divertente, brillante e sempre pronta a trasmettere emozioni.
Molto valido anche l'impianto frenante a disco singolo sia all'anteriore che al posteriore con un ABS perfettamente tarato.
Altro dato degno di nota sono i consumi veramente quasi nulli e con 9,5 lt di capacità del serbatoio quasi ci si dimentica di fare benzina.
Con un uso oculato della manopola dell'accelleratore i 30 Km/lt non sono proprio irraggiungibili.
Una piccola veramente divertente da usarsi però prevalentemente da solo, in quanto lo spazio per il passeggero è veramente minimo e chi sale dietro deve essere dotato di un ottimo spirito di adattamento.
Segnaliamo fra le cose che non ci hanno convinto e che secondo noi andrebbero migliorate oltre ad alcuni cablaggi a vista, anche la difficoltà di lettura della strumentazione in pieno sole.


Per finire il prezzo la HPS 300 costa 4.490 € f.c. un prezzo sicuramente interessante ed è disponile in due colorazioni Silver (come la moto della nostra prova) o Black.

Per scoprire di più su HPS 300

Si ringrazia F.B. MONDIAL per la disponibilità della moto.

Per la nostra prova abbiamo utilizzato, e per acquisti abbigliamento consigliamo sempre twowheels.store:

CASCO LS2

MASCHERA: Ariete

GIACCA: Jolli Sport

GUANTI: Acerbis

SCARPE: Tcx.

 

 

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