Perchè MotoEmozione

Il  progetto Motoemozione nasce da due considerazioni :

  •  Nessun oggetto inanimato (anche se per molti le moto hanno un anima) è in grado di trasmettere emozioni di tale forza e impatto e in pochi altri ambienti ci sono personaggi in grado di trasmettere emozioni vitali e dinamiche.
  • Ormai la quasi totalità della stampa motociclistica, spesso autoreferenziale, è schiava di determinate linee editoriali e molti giornalisti sono al servizio di piloti, team o case motociclistiche, lasciando poco spazio alle emozioni vere, libere e sincere. Il concetto di libertà che si rispecchia nel mezzo a due ruote è sempre più difficile da trovare perchè la stampa istituzionale deve rendere conto a questo o quel padrone (che sia la proprietà, la casa motociclistica che acquista lo spazio pubblicitario o che offre vacanze e benefit per sponsorizzare il nuovo modello di moto).

Pensiamo che trattare liberamente di moto e del loro ambiente sia possibile, e i forum ne sono un esempio. Spesso tuttavia scritti, articoli o considerazioni di un certo spessore si perdono nelle dinamiche tipiche del forum, lasciando che riflessioni degne di essere condivise non trovino il giusto risalto e riscontro. 

Motoemozione vuole essere uno spazio nuovo e diverso, in cui aprirsi alle emozioni in maniera libera e senza secondi fini. Motoemozione crede che l'educazione alla emozione deve essere una priorità nella nostra società civile e vogliamo in questo spazio percorrere questa strada.

Asi motorshow

La prima cosa che colpisce è l’odore…quell’odore che fa scattare un collegamento nel cervello e ti scaraventa prepotentemente in una realtà quasi parallela, in cui tutto si altera, anche il tuo essere e la figura.

La seconda cosa è il rumore, vedi gente che si tappa le orecchie raggruppate intorno a chi genere tale armonia, ti scosti e vedi la Benelli di Saarinen e poi quasi a voler fare a gara di decibel la MV trecilindi di Agostini.

Poi ci sono i colori, le rosse cagiva, le arancioni laverda le verdi kawasaky e i colori scuri delle anteguerra. Poi qualcosa ti prende lo stomaco, sono li davanti a te e le puoi toccare, le moto di Pasolini,  Sheene, Spencer, Cadalora.

Passeggi tra i box: Ubbiali che stringe mani e fa foto con gli appassionati di turno, vai in quello successivo e vedi  Spencer, Lavado che poi ritrovi in pista con le moto del tempo, Read che con il suo banchetto raccimola euro su euro nella vendita di suo gadget autografati.

Il paddock è gratuito, nessun costo di ingresso, e senza un ordine preciso, inizi a vagabondare ed è inevitabile che ti perdi ad ammirare tutte le moto presenti e in esposizione. Impressionante la bellezza e la soggezione che mettono alcuni esemplari di moto quello che hanno rappresentato per diverse generazioni, sia da un punto di vista tecnico ma soprattutto di legame emotivo e di attaccamento verso quello che quella particolare moto ha saputo regalare: emozioni e stati d’animo unici.

Li vedi i Valentino, gli Stoner e i Lorenzo di allora, con i loro 50 60 o 70 primavere alle spalle, la pancetta i capelli bianchi e le rughe che solcano il volto e non puoi che provare ammirazione per chi, come loro, ha fatto qualcosa di esclusivo.  Adesso cerchi di immaginarteli nella vita normale, fuori dal circuito e fai fatica, provi difficoltà, troppo chiare sono impresse le gesta di quello che hanno fatto.

A dispetto delle chiacchiere sulle situazioni finanziarie di questo campione o delle frequentazioni eccessive con Sir John Barleycorn dell’altro, decidi di lasciarti alle spalle i pensieri su come gli dei una volta scesi dall’olimpo diventano delle persone normali e su come si muovano nell’arena cercando di vivere oltre i cordoli.

Ma è forse nella faccia di questi campioni di anni fa che emerge l’umanità di questo mondo, quel collante che identica chi ha scelto le due ruote.  L’immagine che resta viva in questa edizione dell’AsiMotorshow non sono alcune degli splendidi esemplari del parco moto, ma sono gli occhi di Spencer.

 

 

 

 

Il progetto

La moto è emozione e l'emozione è il moto della vita.

Dall'unione di queste due parole nasce il nostro progetto.

Crediamo nella forza della scrittura e nello strumento video. Una forza in grado di suscitare emozioni.

Crediamo che raccontando episodi,  storie, vicende sia possibile far riaffiorare sentimenti e stati d’animo e magari provocare quelle reazioni fisiologiche che vengono definite “emozioni”.

Crediamo che far vedere le incredibili dispensatrici di emozioni che sono le moto possa portare a maggior consapevolezza il motociclista sia da un punto di vista culturale ma anche in fase di acquisto.

Le emozioni sono il moto della vita, è attraverso loro che ci sentiamo vivi e con il nostro progetto ambiamo a farle vivere o rivivere.

Far riviere le gesta di personaggi che hanno dato emozioni a generazioni di motociclisti e non solo.

Ricordare imprese, luoghi, momenti.

Dar voce a personaggi che hanno vissuto e trasmesso emozioni.

Creare eventi o collaborare con chi crede che le due ruote possono far provare emozioni, magari anche verso chi non è meno fortunato e le due ruote non può guidarle. 

Dare uno spazio a tutti coloro che vogliono condividere e raccontare le emozioni vissute grazie a quel magico strumento dispensatore di emozioni che sono le moto e il loro mondo.

Tutto questo è il progetto motoemozione. Perchè crediamo che educare all'emozione sia possibile e fare del bene con le due ruote sia un dovere di tutti coloro che si definisco "mezzi di informazione".

Il brand "Motoemozine" è di titolarità della Pozzali sas, società con sede in Legnano, PI 0838876092 e con oggetto sociale "L'ATTIVITA' EDITORIALE, CON ESCLUSIONE DELLA STAMPA E DELLA DIFFUSIONE DI QUOTIDIANI, CON REALIZZAZIONE E PUBBLICAZIONE DI RIVISTE E TESTI ANCHE IN FORMA ELETTRONICA. LA REALIZZAZIONE DI PROGRAMMI  AUDIOVISIVI ATTI A PROMUOVERE LA CULTURA AUTOMOBILISTICA, MOTOCICLISTICA E NON SOLO".

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L'emozione

L’emozione è qualcosa che altera il nostro stato abituale….è un’onda che ci attraversa, che ci scuote dalla nostra condizione, è’ ciò che ci rende vivi, che ci fa intraprendere strade, che permette di stupirci  e scoprire ogni cosa. Insomma l’emozione ci fa vivere senza dar niente per scontato.

E’, inoltre, il termometro della nostra anima e l’unico strumento che ci dice come e dove siamo in un preciso momento.

Perché l’emozione ha lo scopo originario di farci muovere e lo dice la radice stessa della parola “moveo”, di produrre un’azione, con l’aggiunta  del prefisso “e” diventa “movimento da”.

Crediamo che nessun oggetto inanimato - come la moto - sia in grado di realizzare tale scossa, tale movimento, così come crediamo che pochi altri ambienti come quello delle due ruote a motore abbiano al loro interno persone che in un modo o nell’altro trasmettano emozioni.

L’emozione come un movimento interiore, una risposta psicofisiologica correlata a uno stimolo interno o esterno.

L’emozione è un segnale di un bisogno, non è una risposta razionale ma basata su una specie di istinto residuo che è servito a far sopravvivere sia l’individuo che la specie.
Allora perché le due ruote e il loro ambiente sono in grado di creare così tante emozioni?

Alcuni filosofi hanno accusato le emozioni di essere la parte più irrazionale ed “animale” dell’uomo, altri le hanno esaltate, definendole come qualcosa che “rende la vita valevole di essere vissuta”. Le emozioni rendono la nostra vita più instabile, disordinata ed imprevedibile: come sarebbe grigio e spento il mondo senza di esse!

Forse sta qui il motivo dell’unione  che lega i motociclisiti, perché sono persone che hanno scelto di vivere di emozioni, alla ricerca di quegli stimoli che provocano cambiamenti fisiologici e che li fanno sentire vivi.

E' quel saluto che ci scambiamo quando ci incrociamo per strada che ci fa sentire “fratelli bikers”. Perché nonostante le nostre grandissime diversità ci consideriamo simili, abbiamo scelto di condividere le stesse passioni e andiamo alla ricerca delle stesse emozioni.

Persone alla ricerca di un risveglio fisiologico in modo sano e vero.

 

 

Chi siamo

Siamo gente che vive di passione - alla ricerca di emozioni - che si appassiona davanti a gesta e imprese di uomini e con queste vogliamo alimentare il nostro spirito.

Vogliamo parlare di moto e del loro mondo in maniera diversa, dando risalto a quello che consideriamo il motore della vita, le emozioni.  Vogliamo, attraverso le parole, far riemergere emozioni, riviverle o viverne di nuove.  Perché ci piace pensare che proprio le emozioni sono il cibo dell'anima e la moto, i loro personaggi e il loro mondo sono dispensatrici di emozioni uniche.  

Realizzato sotto forma di Sito Internet, non rappresenta una testata giornalistica in quanto aggiornato senza alcuna periodicità, scadenza, ordine prestabilito o vincolo con parti terze. Motoemozione non è quindi un prodotto Editoriale e non gode di alcun sostegno finanziario Statale, auto-finanziandosi tramite la partecipazione volontaria dei propri Soggetti e attraverso le proprie caratteristiche e peculiarità intese come Sito Internet. 

Freestyle hospital sbarca in Inghilterra.

Video by Samuel Rosso

Chi segue la Daboot conosce il costante impegno di Vanni, Alvaro e Bianco e gli altri piloti nel far provare emozioni, e donare attimi di spensieratezza, attraverso le moto a chi ha le due ruote non le può vivere. La mototerapia è sempre più conosciuta e apprezzata, gli spettacoli di freestyle a cui poi seguono i giri insieme ai piloti per ragazzi disabili sono ormai una costante in tanti comuni italiani e in stati stranieri: dalla Russia, passando per Spagna, Paraguay fino ad arrivare in Messico.

 

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Sottocategorie

  • templi delle emozioni

    In questa sezione ripercorreremo i luoghi sacri del motociclismo. I teatri dove si sono consumate le gesta e le imprese delle nostre emozioni.

  • dispensatrici emozioni

    Non solo due ruote ma molto di più. Eccole: loro, le dispensatrici di emozioni.

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