Moto da Gran Premio Honda esposte ad Auto e Moto d'Epoca a BolognaFiere
Moto da Gran Premio Honda esposte nell'edizione 2025 di Auto e Moto d'Epoca. Foto: Auto e Moto d'Epoca (area stampa)

Auto e Moto d’Epoca 2026: a Bologna le Honda di Lawson, Doohan e Rossi arrivano da Motegi

Da domani a domenica 25 ottobre BolognaFiere ospita Auto e Moto d’Epoca 2026. Nel Padiglione 31 le due ruote raccontano mezzo secolo di corse e di strada, dalle 500 a due tempi alla MotoGP, con quattro moto arrivate direttamente dal museo Honda di Motegi.

Ci sono moto che si conoscono a memoria senza averle mai viste dal vero. Le abbiamo guardate in televisione la domenica pomeriggio, sui poster appesi in camera, sulle copertine delle riviste. La NSR500 di Mick Doohan, la RC211V di Valentino Rossi: forme diventate familiari attraverso uno schermo. Questa settimana a Bologna si potrà finalmente misurare la distanza tra il ricordo e il metallo.

Auto e Moto d’Epoca, da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, mette in fiera oltre 5.000 veicoli storici tra auto e moto. Le due ruote hanno un padiglione tutto loro, il 31, raggiungibile seguendo il Percorso Giallo. Alessandro Altinier, responsabile dell’area moto, lo definisce «un vero e proprio Salone dei Desideri».

Da Motegi a Bologna: le Honda che hanno scritto la storia

Il cuore del padiglione è l’esposizione di Honda Motor Europe Ltd. Italia, che unisce collezioni private e materiale della Casa. Quattro moto arrivano dalla Honda Collection Hall di Motegi, in Giappone: la NSR500 di Eddie Lawson, la NSR500 di Mick Doohan, la RC211V di Valentino Rossi e la RVF750 RC45.

L’allestimento è diviso in quattro aree. Nelle corse si va dalle NS e NSR 500 a due tempi legate a Ron Haslam, Wayne Gardner, Lawson e Doohan fino alla RC213V Pro Honda LCR portata in pista quest’anno in MotoGP da Diogo Moreira. Metterle una accanto all’altra significa leggere in pochi metri come è cambiata la moto da Gran Premio: dal due tempi nervoso e difficile da domare alla cinque cilindri quattro tempi di Rossi, fino all’elettronica e all’aerodinamica di oggi.

Poi c’è la strada, quella che molti di noi hanno guidato davvero: la CBR900RR FireBlade, la NS400R, la VFR750R RC30 (compreso un esemplare legato a Joey Dunlop), la RVF750 RC45 e due Africa Twin XRV650. Il fuoristrada parte dalla Elsinore CR250 del 1973 e arriva a CR125R, CR250, CR500 e XR600. E un’area è dedicata alle 125 a due tempi costruite ad Atessa, in Abruzzo: NS125F, NSR125F e diverse versioni della NSR125R, tra cui la Sport Production di Lucio Cecchinello. Sono le ottavo di litro che negli anni Ottanta e Novanta erano il primo amore di tanti ragazzi italiani.

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Moto da corsa d’epoca nell’edizione 2024 del Salone. Foto: Auto e Moto d’Epoca (area stampa)

Venti moto da Gran Premio e le ultime 500 a due tempi

Accanto a Honda, la novità di quest’anno è Best Bikes Garage, un gruppo di appassionati che ha riunito circa venti moto da Gran Premio, per lo più 500 a due tempi, con qualche 250 e cilindrate minori. Gli organizzatori annunciano:

  • una Cagiva 500;
  • le ultime due Paton 500 che hanno corso nel Motomondiale;
  • la Suzuki 500 di Kevin Schwantz;
  • la Yamaha di Lucio Pedercini;
  • una rara Suter 500, che nel Motomondiale non ha mai corso.

È l’epoca in cui la classe regina si guidava con il polso e con il coraggio, e in cui accanto ai colossi giapponesi resistevano marchi italiani e piccoli costruttori. Vedere queste moto ferme, con le carene segnate e le selle consumate, aiuta a capire quanto fosse stretto il margine tra il controllo e la caduta.

Custom, youngtimer e collezionismo

Il padiglione non guarda solo alle corse. Torna, alla seconda edizione, l’Italian Motorcycle Championship – Custom Bike Show, riservato a special costruite su basi precedenti al 2006, con categorie che vanno dalle café racer alle scrambler, dalle streetfighter alle bagger. Debutta Prestige Bikes, un’area per moto di collezioni private selezionate per valore storico, tecnico e collezionistico. Nell’area esterna Youngtimer Dreams sarà esposta anche una Honda RC213V-S, la stradale derivata dalla MotoGP che capita di rado di vedere da vicino.

Nel Padiglione 25 c’è infine il Villaggio ASI, con una ventina di club federati: tra le due ruote, le moto centenarie della Collezione Morbidelli e una raccolta dedicata alla storia del motocross.

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Moto storiche nel padiglione delle due ruote, edizione 2024. Foto: Auto e Moto d’Epoca (area stampa)

Perché vale il viaggio

Un salone come questo non sostituisce un giro in moto, ma regala qualcosa di diverso: il tempo di guardare. Di girare intorno a una NSR500 e notarne i dettagli, di avvicinarsi a una RC30 e ricordare il primo giorno in cui la si è vista passare. Per chi ha vissuto quegli anni sarà un ritorno; per chi è arrivato dopo, l’occasione di capire da dove vengono le moto che guida oggi.

Orari e biglietti sono pubblicati sul sito ufficiale della manifestazione, autoemotodepoca.com.

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