Kawasaki KLE650 2027 in curva su una strada asfaltata di montagna
Foto: Kawasaki (kawasaki.it)

Kawasaki KLE650 2027: la media adventure da 70 CV arriva a 8.290 euro

Il bicilindrico 649 della Versys entra in un telaio a traliccio da enduro con ruota da 21 pollici, cruise control e controllo di trazione. Due versioni, prezzi ufficiali già annunciati per l’Italia: 8.290 e 9.790 euro.

Chi ha guardato la KLE500 con interesse, salvo poi pensare all’autostrada da fare per arrivare alle strade bianche, ha appena ricevuto una risposta. Kawasaki ha presentato la KLE650, sorella maggiore della piccola adventure. Il nome riprende la stessa sigla, ma il discorso cambia: qui si parla di viaggi lunghi, di passeggero e bagagli, di trasferimenti dove la potenza in più non è un vezzo ma tranquillità.

Il cuore è quello che i viaggiatori conoscono già

Il motore è il bicilindrico parallelo da 649 cc raffreddato a liquido, lo stesso che da anni muove la Versys 650 e che molti motociclisti hanno imparato ad apprezzare proprio per la sua regolarità. Sulla KLE650 riceve le valvole a farfalla a comando elettronico ed eroga circa 70 CV, secondo i dati riportati dalle testate che hanno pubblicato la scheda tecnica. Rispetto alla KLE500 è un salto di categoria, non un semplice aggiornamento.

Kawasaki, nella presentazione italiana, insiste sulla spinta ai medi regimi e sull’allungo in alto. Tradotto per chi viaggia: sorpassi meno pianificati con le borse cariche, e meno scalate di marcia quando la strada inizia a salire. Il cambio è a sei rapporti con frizione antisaltellamento e assistita.

Ciclistica da fuoristrada, assetto pensato per la strada

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Foto: Kawasaki (kawasaki.it)

Il telaio è un traliccio in acciaio derivato da quello della KLE500. Le misure sono quelle di una vera enduro stradale: ruota anteriore da 21 pollici e posteriore da 17 a raggi, forcella KYB rovesciata con 210 mm di escursione, monoammortizzatore Uni-Trak con 196 mm. Davanti ci sono due dischi da 300 mm, mentre la KLE500 ne ha uno solo.

La sella è a 870 mm, un valore impegnativo per chi non ha gambe lunghe. Kawasaki prevede però selle più basse tra gli accessori. Il serbatoio è da 16 litri, una capacità che sulla carta permette tappe di buona lunghezza tra un rifornimento e l’altro.

Il dato più interessante è proprio questo equilibrio: escursioni e cerchi da fuoristrada, ma una taratura delle sospensioni che, secondo la testata australiana MCNews, è stata rivista a favore del comfort su strada. È una moto che sembra pensata per chi passa la maggior parte del tempo sull’asfalto ma non vuole fermarsi quando questo finisce.

Elettronica ed equipaggiamento: cosa cambia tra le due versioni

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Foto: Kawasaki (kawasaki.it)

Entrambe le versioni hanno di serie il controllo di trazione KTRC, selezionabile dal manubrio, il cruise control elettronico e l’ABS disinseribile, che si riattiva a ogni riaccensione. Ci sono anche il parabrezza regolabile su tre altezze, i comandi regolabili ERGO-FIT e la predisposizione per borse laterali e bauletto.

La KLE650 standard costa 8.290 euro ed è disponibile solo in Metallic Matte Graphenesteel Gray.

La KLE650 SE, a 9.790 euro, aggiunge:

  • cerchi a raggi con pneumatici tubeless;
  • quickshifter bidirezionale KQS;
  • strumentazione TFT a colori da 5 pollici con navigazione turn-by-turn tramite l’app Rideology;
  • presa USB-C;
  • paramani, paramotore in alluminio e cupolino più alto.

I colori della SE sono Pearl Storm Gray e Pearl Blizzard White.

A chi parla la KLE650

Il segmento è affollato e combattuto. La KLE650 non punta sulla potenza estrema né sull’elettronica più sofisticata. Punta su un motore conosciuto e affidabile, su una ciclistica che non si spaventa davanti a uno sterrato e su un prezzo che resta sotto i diecimila euro anche nella versione più accessoriata.

Sembra rivolgersi a due motociclisti precisi. Il primo è chi arriva dalla KLE500 o da una media stradale e cerca una moto con cui caricare le borse e partire per una settimana. Il secondo è chi ha già girato il mondo con moto più grandi e oggi vuole qualcosa di più leggero da gestire quando la strada diventa sassosa. Per capire se le promesse di comfort e versatilità saranno mantenute bisognerà aspettare le prime prove. Su carta, la ricetta è chiara.

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