La nazionale italiana festeggia il Trofeo Mondiale alla Sei Giorni 2026 in Portogallo
La nazionale italiana con il Trofeo Mondiale alla 100ª Sei Giorni, Portogallo 2026. Foto: KTM

Sei Giorni n. 100: l’Italia vince tutto in Portogallo, Verona re dell’enduro

Alla centesima edizione della gara FIM più antica del mondo, l’Italia conquista Trofeo e Trofeo Junior per il secondo anno di fila. E Andrea Verona interrompe il regno di Josep Garcia vincendo la classifica assoluta.

Cento edizioni, una storia nata nel 1913

Ci sono gare che si vincono e gare che si raccontano. La Sei Giorni appartiene alla seconda specie. Nata nel 1913 in Gran Bretagna come International Six Days Trial, quando le moto erano poco più che biciclette con un motore, è arrivata quest’anno al traguardo della centesima edizione. Oggi si chiama 6DAYS FIM Enduro of Nations, ma per chi è cresciuto con le riviste di settore resterà sempre la “Sei Giorni”: sei giorni di prove speciali, trasferimenti, assistenza al limite e fatica vera, con le squadre nazionali una contro l’altra.

Il centenario si è corso in Portogallo dal 12 al 17 ottobre, con base nella zona di Grândola e gran finale sulla spiaggia di Praia Vasco da Gama, a Sines, dove il cross test conclusivo ha deciso le ultime posizioni. Il prossimo appuntamento è già fissato: Galles, Gran Bretagna, dal 13 al 18 settembre 2027.

L’Italia fa il bis: Trofeo e Junior, di nuovo

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La nazionale italiana con il Trofeo Mondiale alla 100ª Sei Giorni, Portogallo 2026. Foto: KTM

Dopo il doppio successo dell’anno scorso, conquistato in casa nella Bergamasca, la nazionale azzurra si presentava da campione in carica. Ha difeso entrambi i titoli. Nel Trofeo Mondiale la squadra composta da Andrea Verona (KTM), Morgan Lesiardo (Triumph), Samuele Bernardini (Honda) e Matteo Cavallo (TM) ha chiuso davanti alla Francia, staccata di oltre tre minuti e mezzo, e alla Svezia, terza a quasi sette minuti. Gli Stati Uniti sono rimasti fuori dal podio per una manciata di secondi.

Colpisce anche la varietà di marchi: quattro piloti, quattro moto diverse, dall’Austria al Giappone, passando per l’Inghilterra e per l’italianissima TM di Pesaro. La forza della squadra, insomma, sta nei piloti e nel gruppo guidato dal commissario tecnico Cristian Rossi.

Nel Trofeo Junior, riservato agli under 23, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli su TM e Kevin Cristino su Husqvarna hanno tenuto dietro Stati Uniti e Spagna. Elgari, dal canto suo, ha vinto la classifica individuale Junior con più di tre minuti di vantaggio sull’americano Toby Cleveland.

Secondo la Federazione Motociclistica Italiana, è la prima volta che una nazionale vince Trofeo e Trofeo Junior per due edizioni consecutive. Con questo risultato l’Italia sale a 35 titoli alla Sei Giorni dal 1913, sempre secondo la FMI. Il presidente Giovanni Copioli ha parlato di “forza, atteggiamento, spirito di squadra” dei piloti.

Verona batte Garcia: fine di un regno

La storia nella storia è il duello individuale. Josep Garcia, spagnolo, compagno di squadra di Verona nel team ufficiale KTM, arrivava in Portogallo con cinque vittorie assolute di fila e la caccia alla sesta. L’azzurro, campione del mondo Enduro2 in carica, gli ha tenuto testa per tutta la settimana: alla vigilia dell’ultima giornata il vantaggio era sceso sotto i dieci secondi. Sulla sabbia di Sines Verona ha chiuso secondo nella prova finale, dietro all’americano Dante Oliveira, mentre Garcia è finito ottavo.

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Andrea Verona e Josep Garcia, compagni di squadra e rivali, a fine gara. Foto: KTM

Alla fine, con la sua KTM 450 EXC-F, Verona ha vinto la classifica assoluta con 41,56 secondi su Garcia, oltre alla classe Enduro2. Terzo il francese Zach Pichon, quinto l’altro azzurro Morgan Lesiardo, secondo in Enduro1. “È stata una lotta fino alla fine”, ha detto Verona alla FIM. Per lui è la prima vittoria assoluta alla Sei Giorni.

Gli altri azzurri hanno lasciato il segno anche fuori dalle nazionali: Manolo Morettini (Husqvarna) è stato il migliore tra i piloti dei Club, e Simone Cagnoni (KTM) ha vinto la Dunlop Geomax Challenge. Tra le donne festeggiano invece gli Stati Uniti, al settimo successo nel Trofeo femminile: nessuno ne aveva vinti tanti.

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Andrea Verona, vincitore assoluto della Sei Giorni 2026. Foto: KTM

Cento edizioni dopo, la Sei Giorni resta quello che era: una gara dove non basta essere veloci un giorno, bisogna esserlo sei, senza rompere niente. Quest’anno a riuscirci meglio di tutti sono stati gli italiani.

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