Pedro Acosta in piega con la KTM RC16 al Gran Premio d'Australia 2025 a Phillip Island
Pedro Acosta (KTM) a Phillip Island nel GP d'Australia 2025. Foto: KTM Images/Polarity Photo

Phillip Island, l’ultimo giro: Stoner, Doohan e Gardner insieme per l’addio alla MotoGP

Otto titoli mondiali, nove vittorie sulla stessa pista, tre uomini. Domenica 25 ottobre Stoner, Doohan e Gardner, con Kevin Schwantz, girano insieme a Phillip Island prima dell’ultimo GP d’Australia sull’isola: dal 2027 si corre ad Adelaide.

Tre generazioni sulla stessa linea di partenza

Nove vittorie nella classe regina, otto titoli mondiali, tre piloti. E un’isola sola. Il conto si fa in fretta: Wayne Gardner ha un mondiale 500, Mick Doohan cinque, Casey Stoner due in MotoGP. Sommando i loro successi nella top class a Phillip Island si arriva a nove. Domenica 25 ottobre, poco prima che scatti l’ultima gara della MotoGP sul circuito australiano, i tre torneranno in pista insieme per il “Legends Lap”, un giro d’onore annunciato dall’Australian Grand Prix Corporation. Con loro ci sarà Kevin Schwantz, campione del mondo 500 nel 1993.

Non è una passerella qualunque. Ognuno di loro rappresenta un’epoca diversa del motociclismo, e chi segue le corse da qualche decennio le riconoscerà al primo sguardo: la 500 a due tempi degli anni Ottanta di Gardner, il dominio quasi metodico di Doohan negli anni Novanta, il talento istintivo di Stoner nell’era MotoGP. Vederli percorrere insieme le stesse curve significa, per molti appassionati, rivedere in pochi minuti la propria storia di tifosi. Travis Auld, a capo degli organizzatori, la definisce “un momento memorabile”.

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Il paesaggio aperto di Phillip Island fa da sfondo alla MotoGP, GP d’Australia 2025. Foto: KTM Images/Polarity Photo

Una pista che ha scelto i suoi campioni

Il legame comincia nel 1989, l’anno in cui il Gran Premio d’Australia arriva per la prima volta a Phillip Island. A vincere è Gardner, davanti al pubblico di casa: il circuito nasce nel mondiale con un australiano sul gradino più alto. Nel 1998 tocca a Doohan, che sull’isola vince nella stagione del suo quinto titolo consecutivo. La sua Honda iridata di quell’anno sarà esposta venerdì e sabato nell’area Expo, e per chi ha visto correre la NSR500 sarà difficile passarci davanti senza fermarsi.

Poi Stoner, che qui ha costruito una serie difficile da immaginare oggi: sei vittorie consecutive in MotoGP dal 2007 al 2012, prima con la Ducati e poi con la Honda, e il secondo titolo mondiale conquistato proprio a Phillip Island nel 2011. Nelle dichiarazioni diffuse dagli organizzatori dice che l’isola gli ha regalato alcuni dei ricordi più belli della carriera. È il tipo di rapporto che si crea solo quando una pista sembra disegnata sullo stile di un pilota: curve veloci, cambi di direzione ampi, poco spazio per l’errore. Per ripercorrere la sua storia c’è il nostro ritratto Casey Stoner. Il talento più grande.

Il ritorno di Gardner ha anche un risvolto umano. Secondo Speedcafe, il campione del 1987 aveva criticato pubblicamente gli organizzatori nel 2024, dopo non essere stato invitato, e mancava dal Gran Premio da due anni. Domenica sarà di nuovo in sella, sulla pista che trentasette anni fa lo ha visto vincere per primo.

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Gruppo in curva a Phillip Island durante il GP d’Australia 2025. Foto: KTM Images/Polarity Photo

Perché questo addio pesa

La decisione è di febbraio: dal 2027 il Gran Premio d’Australia lascerà lo Stato di Victoria per un circuito cittadino ad Adelaide, in South Australia. Il fine settimana dal 23 al 25 ottobre è quindi l’ultimo della MotoGP sull’isola.

Per chi va in moto, Phillip Island non è mai stata solo una tappa del calendario. È uno dei pochi tracciati in cui il paesaggio entra nella gara: l’oceano a fare da sfondo, il vento che nelle cronache di quasi ogni edizione diventa un avversario in più, curve che premiano chi ha il coraggio di tenere il gas aperto. Anche dall’altra parte del mondo, davanti alla TV all’alba, era facile capire che lì la moto si guidava in un modo diverso.

Il Legends Lap è il modo scelto per chiudere questa storia: non con una cerimonia, ma con quattro campioni in sella su una pista che li ha fatti diventare leggende. Schwantz compreso, che con la sua generazione di rivali ha reso quegli anni indimenticabili. Di lui trovate su Motoemozione la nostra intervista a Kevin Schwantz.

Da parte nostra speriamo sia solo un arrivederci.

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