I loghi di BMW Motorrad e Venna affiancati, a sancire la partnership nelle moto elettriche
Foto: BMW Group Newsroom (BMW AG)

BMW investe in Venna: il fuoristrada elettrico entra nei piani di Monaco

BMW Motorrad amplia il proprio sguardo sul mercato delle due ruote elettriche e investe nella slovena Venna, ex Flux Performance. Un’operazione che punta sulle competenze di una giovane azienda specializzata nel fuoristrada a batteria e apre nuove prospettive per un segmento ancora in evoluzione.

Per BMW Motorrad il futuro dell’elettrico potrebbe passare anche dal fango, dai tracciati da cross e dalle competizioni fuoristrada. Il 29 ottobre, da Monaco di Baviera, è arrivata la comunicazione di un investimento in Venna, azienda slovena specializzata nello sviluppo di motociclette elettriche ad alte prestazioni.

L’operazione ha un significato che va oltre l’ingresso di un nuovo marchio nell’orbita del costruttore tedesco. BMW ha scelto di affiancarsi a una realtà giovane, già concentrata su una tecnologia specifica, per esplorare un segmento nel quale le competenze maturate da startup specializzate possono rappresentare un vantaggio rispetto ai tradizionali percorsi di sviluppo interni.

Non sono stati comunicati né l’entità dell’investimento né la quota acquisita. È invece chiara la direzione: il fuoristrada elettrico è considerato da BMW un mercato con prospettive di crescita, capace di intercettare anche una nuova generazione di motociclisti.

Da Flux a Venna: una startup con un progetto già avviato

Dietro il nome Venna c’è una realtà che gli appassionati di motocross elettrico hanno già incontrato. L’azienda si chiamava infatti Flux Performance e aveva attirato l’attenzione con la presentazione della Flux Primo, una moto elettrica da fuoristrada sviluppata per confrontarsi con le tradizionali 450 a benzina.

Il cambio di denominazione non sembra aver modificato la struttura di riferimento: il precedente sito Flux rimanda oggi a quello di Venna e alla guida dell’azienda rimane Marko Ukota.

La Primo rappresentava una proposta tecnica interessante per il segmento. I dati dichiarati parlavano di una potenza massima di 63 kW, equivalenti a circa 85 CV, e di una batteria da 7 kWh estraibile e sostituibile. Una soluzione particolarmente interessante nell’utilizzo sportivo, dove i tempi di ricarica e la continuità di utilizzo possono incidere concretamente sull’esperienza del pilota.

Anche la gestione della potenza seguiva una strada differente rispetto alle moto tradizionali. La Flux Primo rinunciava alla frizione meccanica, introducendo una leva virtuale sul manubrio collegata alla gestione della frenata rigenerativa.

Il prezzo di lancio annunciato era di 12.000 euro.

Per il momento non sono invece disponibili informazioni dettagliate sulla prima motocicletta che porterà il marchio Venna. L’azienda anticipa lo sviluppo di modelli ad alte prestazioni, ma non ha ancora presentato una nuova gamma né comunicato caratteristiche, tempi di commercializzazione o prezzi.

Perché BMW sceglie di investire nel fuoristrada elettrico

La domanda più interessante riguarda proprio la scelta di BMW Motorrad.

Il costruttore tedesco dispone di strutture, competenze ingegneristiche e capacità industriali per sviluppare autonomamente nuovi prodotti. L’investimento in Venna suggerisce però un approccio differente: entrare in contatto con un’azienda che ha già concentrato il proprio lavoro sulle specificità delle moto elettriche da fuoristrada.

È una strada che permette di avvicinarsi a un mercato emergente attraverso competenze già presenti, senza dover necessariamente costruire da zero un’intera struttura di sviluppo.

Nel comunicato, BMW individua nei motociclisti più giovani un pubblico particolarmente interessato a un utilizzo sportivo della moto, dove prestazioni, immediatezza di risposta e caratteristiche dinamiche assumono un ruolo centrale.

Markus Flasch, CEO di BMW Motorrad, ha sottolineato la condivisione di una visione orientata all’eccellenza tecnica e alla ricerca di esperienze di guida di alto livello. Marko Ukota ha invece definito l’investimento un importante riconoscimento del lavoro svolto da Venna, oltre che un’opportunità per accelerare lo sviluppo tecnologico e il percorso verso l’industrializzazione.

Un aspetto importante riguarda l’autonomia societaria. Venna continuerà a operare come azienda indipendente, mantenendo il proprio ritmo di sviluppo e potendo beneficiare dell’esperienza BMW in ambiti come progettazione, produzione industriale e distribuzione internazionale.

Le due aziende prevedono collaborazioni in aree selezionate, senza però aver ancora specificato quali saranno concretamente i settori interessati.

L’elettrico cambia anche il modo di guidare in fuoristrada

Per comprendere il potenziale di questa tecnologia bisogna guardare oltre i numeri della scheda tecnica.

Nel fuoristrada la gestione della potenza è determinante. La possibilità di dosare con precisione la coppia, mantenere la trazione su fondi sconnessi e reagire rapidamente ai cambiamenti del terreno influenza direttamente il controllo della moto.

La propulsione elettrica introduce caratteristiche differenti rispetto a un tradizionale motore a combustione. L’erogazione immediata della coppia, l’assenza del cambio e la possibilità di intervenire elettronicamente sulla risposta del motore aprono nuove possibilità nella gestione della guida.

Naturalmente, questo non significa che una moto elettrica sia automaticamente più efficace di una motocicletta a benzina. Peso complessivo, autonomia, gestione termica della batteria e comportamento nelle sessioni di utilizzo più intense rimangono aspetti fondamentali.

La soluzione adottata da Flux sulla Primo, con batteria estraibile e sostituibile, affrontava proprio una delle questioni più delicate per l’impiego sportivo: ridurre le interruzioni e permettere al pilota di riprendere rapidamente l’attività.

Sarà interessante capire se Venna manterrà questa impostazione e come evolverà il progetto con il supporto tecnologico e industriale di BMW.

Un mercato nel quale i costruttori hanno già iniziato a muoversi

L’investimento di BMW si inserisce in uno scenario nel quale diversi protagonisti del settore stanno esplorando le potenzialità della propulsione elettrica nel fuoristrada.

Stark Future ha già portato sul mercato la VARG, una delle proposte più conosciute nel motocross elettrico, successivamente affiancata da ulteriori declinazioni dedicate anche all’enduro e al supermotard.

KTM prosegue il proprio percorso con la Freeride E, mentre Yamaha ha investito nel 2024 nella francese Electric Motion, realtà specializzata nelle motociclette elettriche da trial, avviando una collaborazione per lo sviluppo di un prototipo da motocross elettrico.

Il quadro dimostra che l’interesse non riguarda più soltanto la sperimentazione tecnologica. I costruttori stanno cercando di comprendere quali applicazioni possano avere una reale prospettiva commerciale e quali caratteristiche siano necessarie per convincere i motociclisti a scegliere una propulsione diversa.

Il fuoristrada rappresenta un terreno particolarmente interessante per questa evoluzione, anche perché permette di sviluppare prodotti destinati a utilizzi specifici, dove la silenziosità e la gestione elettronica della potenza possono offrire vantaggi concreti.

BMW non presenta una nuova moto, ma indica una direzione

Al momento non esiste un annuncio relativo a una futura motocicletta elettrica da fuoristrada con il marchio BMW. Non sono stati comunicati programmi sportivi, modelli destinati alla produzione o una tempistica per l’arrivo sul mercato.

L’investimento in Venna va quindi letto per quello che è: una scelta strategica che permette a BMW Motorrad di avvicinarsi a un settore attraverso una collaborazione con una realtà già specializzata.

Resta da capire quanto questa operazione inciderà sui prossimi sviluppi dell’azienda slovena e se le competenze di BMW contribuiranno a trasformare i progetti di Venna in motociclette capaci di raggiungere un pubblico più ampio.

Per il costruttore tedesco, abituato a legare la propria identità a modelli come la GS e a una lunga tradizione nel turismo e nell’avventura, l’interesse verso il fuoristrada elettrico rappresenta anche un modo per esplorare nuove forme di utilizzo della motocicletta.

La prossima fase sarà quella decisiva: dalle dichiarazioni di intenti bisognerà passare ai prodotti, verificarne le prestazioni e capire quale spazio potranno conquistare accanto alle moto tradizionali. È lì che si misurerà il valore concreto dell’intesa tra Monaco e la Slovenia.

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