Zontes 125. Prova della G -1 e della U

Zontes 125. Prova della G -1 e della U

Uno degli aspetti positivi della globalizzazione è che ormai ogni azienda può esportare in quasi ogni nazione e proporre i propri prodotti a un pubblico mondiale. Da anni i prodotti cinesi hanno monopolizzato alcuni settori e recentemente anche nel mondo motociclistico sempre più case si stanno proponendo i loro prodotti a un pubblico europeo.

La caratteristica che li distingue, inutile nasconderlo, sono prezzi estremamente vantaggiosi rispetti a diversi brand europei. Non serve aver seguito un corso di macroeconomia per comprendere come economie di scala permettano di abbattere  i costi di produzione, è bene però sottolineare come l’azienda che produce le moto Zontes Tayo Motorcycle Technology è una realtà che produce oltre 1 milione di motociclette e prucendo tutta la componentista al proprio interno è in grado di realizzare moto da un rapporto qualità prezzo di primissimo livello considerando soprattutto i particolari che montano queste piccole 125.

Al prezzo cui sono proposte, neanche 3000 euro non ti aspettersti di trovare di serie: ABS  Bosch di serie, blocchetti retroilluminati, leve regolabili, paramani, cilindro in lega di alluminio,  frizione multidisco a bagno d’olio,  fari  LED e il doppio jack di carica rapida USB.

Particolari che difficilmente si pensano di trovare su moto da 125 cc.

Colpisce la qualità costruttiva e le scelte estetiche, due soluzioni che possono andar intercettare i ragazzini alla ricerca di una moto particolare, aggressiva e con personalità, quale sa essere la U che grazie anche al sistema keyless  rende ancor più partiicolare questa moto. Non c’è chiave per questa moto infatti, ma un braccialetto in gomma che interagisce con la moto a 1,5 metri di distanza e permette di accenderla e basta allontanarsi e la moto non può più essere avviata. Ad attivazione elettrica anche l’apertura del sellino, del serbatoio e l’inserimento del bloccasterzo.

La G1, la scramblerina che a guardarla sembra di cilindrata anche superiore può andare a riscuotere interesse di chi cerca una moto con cui iniziare a fare i primi viaggi, grazie a quel serbatio in grado di garantire una autonomia anche di 1000 chilometri, ma anche a un pubblico femminile alla ricerca di una moto stilosa e semplice da guidare, mettiamoci poi i paramotori e anche chi avrà il timore di far cadere la moto avrà la risposta al rischio di rovinarla.

Durante la nostra prove ce le cambiamo più volte per apprezzarne i comportamenti e cercare di comprendere le differenze.

La piattaforma è la stessa e si notano tanti particolari comuni Telaio di acciaio ad alta resistenza accoppiato a un forcellone posteriore in lega di alluminio. Cerchi in lega di alluminio da 17 pollici con interno cavo e pneumatici tassellati che misurano 110/70-17 all’anteriore e 130/70-17 al posteriore. Il peso netto è di 128 kg con i liquidi si raggiungono i 138 kg.. Entrambe montano il  monocilindrico di 124,7cc Euro 5 che eroga 15cv a 8500 giri, con una coppia massima di 13Nm a 7000 giri. Ciò che cambia è la rapportatura. Questo rende la U più viva e godibili agli alti, tenendo la moto a giri alti in stradine di montagna e tutte curve la moto è davvero divertente, complice una ciclista azzeccata e anche il ridotto spazio riservato al pilota non risulta per nulla limitante.

Ciò che le distingue, dati alla mano, oltre gli aspetti estetici sono l’altezza della sella di 780 per la G1 e 795 per la U così come la capacità del serbatoio, il davvero notevole 20 litri della scrambler contro i 12,5 delle U.

Guardandole al fianco colpisce la qualità delle finiture e dei dettagli, con l’aumentare dei giorni in cui le proviamo apprezziamo sempre di più queste piccole moto.

Il cambio risulta fluido e semplice negli innesti, il bel disco da 240 mm all’anteriore assicura una buona frenata e il sistema ABS Bosch da quelle garanzie di sicurezza che non è così banale trovare in una 125.

Il motore ha un bel sound, e se da un lato la U è un po’ limitante per chi supera il metro ottanta e le pedane piuttosto rialzate possono essere fastidiose per le lunghe percorrenze la G1 accoglie bene il pilota, si sta comodi in sella e anche il passeggero ha un buono spazio e la sella risulta comoda, il manubrio largo invita a lunghi viaggia in tranquillità e senza fretta.

Se la U da il meglio di se agli altri regimi la G1 brilla nei bassi e in città garantisce un buono spunto per districarsi nel traffico con ottima ripresa nei tornanti.

Entrambe hanno nella ciclistica uno dei loro punti di forza, precisa e sicura nella G1 diventa un coltello tra i denti per la U quando la strada inizia a popolarsi di curve.

Il display è semplice e intuitivo e da tutte le informazioni necessarie.

Anche i vari pulsati sul manubrio risultano semplici e immediati nell’utilizzo, tra cui oltre a controllare apertura sella e carburante nella U, in entrambe c’è la possibilità di passare dalla modalità E (Economy) alla modalità S (Sportiva), e viceversa.

Moto davvero pensate e fatte bene.

Entrambe sono proposte a un prezzo di 2.990 euro franco concessionario

Cosa ci ha convinto

Il look.

I consumi.

La qualità costruttiva.

Cosa ci ha lasciato perplesso

Il paramotore nella G1

Le pedane rialzate nella U

Si ringrazia

Distribike Srl

Per questa prova abbiamo utilizzato

Per la G1: Casco Caberg – Giacca OJ Atmosfere metropolitane – Guanti Alpinestars – Stivali stylmartin

Per la U: Casco Premier Helmets – Giacca e Guanti Jollisport – Stivali TCX Boots

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