Segnaletica PRIME per motociclisti: i segni a chevron sull'asfalto prima di una curva e il cartello blu con il simbolo della moto
La segnaletica PRIME: i "cancelli" sull'asfalto e il cartello che li annuncia. Foto: Transport Scotland (Crown copyright, Open Government Licence v3.0)

Curve più sicure: la segnaletica PRIME arriva in Inghilterra

Il Derbyshire è la prima contea inglese a tracciare sull’asfalto i “cancelli” che guidano il motociclista verso la traiettoria giusta prima della curva. In Scozia, dove sono nati, gli incidenti con feriti nei tratti trattati sono calati del 61%.

Chi va in moto lo sa: le curve si decidono prima di arrivarci. La velocità d’ingresso, la posizione in corsia, lo sguardo che cerca l’uscita. Quando una di queste cose va storta, la curva si stringe, si frena dove non si dovrebbe e l’uscita si allarga verso la mezzeria o il bordo. È esattamente in quei metri, prima della piega, che lavora PRIME, una segnaletica pensata per i motociclisti e che ora compare per la prima volta sulle strade inglesi.

Che cosa sono i “cancelli” sull’asfalto

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La segnaletica PRIME: i “cancelli” sull’asfalto e il cartello che li annuncia. Foto: Transport Scotland (Crown copyright, Open Government Licence v3.0)

PRIME sta per Perceptual Rider Information for Maximising Expertise and Enjoyment: informazioni percettive per il motociclista, per migliorare la guida e il piacere di guidare. Già nel nome c’è la filosofia: non un limite, non un autovelox, ma un aiuto a leggere la strada.

In pratica, un cartello con il simbolo della moto annuncia il tratto. Poi, sull’avvicinamento a una curva impegnativa, compaiono in sequenza tre segni a forma di chevron tronco, distanziati in modo regolare. Insieme formano una serie di “gateway”, porte da attraversare passando nello spazio libero. Seguendole, il motociclista arriva alla curva con una velocità adatta e già nella posizione giusta, e ha meno bisogno di frenare a moto inclinata.

Il toolkit tecnico di Transport Scotland spiega anche la logica del posizionamento: nelle curve a sinistra i segni stanno verso la linea di mezzeria, in quelle a destra verso il bordo della carreggiata, con l’ultimo segno collocato tra 15 e 35 metri dall’inizio della curva a seconda della velocità di avvicinamento. In Gran Bretagna si guida a sinistra: la geometria è quella pensata per i loro sensi di marcia.

I numeri della Scozia

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Alcuni dei tratti di test in Scozia, tra il 2023 e il 2025. Foto: Transport Scotland (Crown copyright, Open Government Licence v3.0)

PRIME è nato in Scozia, all’interno di un programma di ricerca finanziato da Transport Scotland e dalla Road Safety Trust, con la società Open Road Simulation e il professor Alex Stedmon tra i protagonisti. La prima fase, tra il 2020 e il 2022, ha coinvolto 22 siti sulle strade principali delle West Highlands e ha osservato oltre 32.000 motociclisti. La seconda, dal 2023 al 2025, ha portato il totale a 35 località e a oltre 47.000 moto analizzate.

I risultati diffusi da Transport Scotland a marzo 2026 sono netti: nei siti del test gli incidenti con feriti che coinvolgono motociclisti sono calati in media del 61% all’anno, quelli con morti o feriti gravi del 46%. Il rapporto sulla seconda fase registra riduzioni significative della velocità in 13 siti su 18, posizioni in corsia migliori all’ultimo segno e all’apice della curva in 14 siti, e un uso crescente dei “cancelli” da parte dei motociclisti in 17 siti su 18. Nei tratti di confronto, senza segnaletica, nessun effetto significativo. Il progetto aveva già ricevuto nel 2023 il Prince Michael International Road Safety Award.

Ruth Purdie, amministratrice delegata della Road Safety Trust, ha commentato che lo studio scozzese ha dimostrato chiaramente che le segnaletiche PRIME funzionano, salvando vite e creando un cambiamento duraturo nel comportamento dei motociclisti.

Dal Galles al Peak District

Dopo la Scozia è arrivato il Galles, con quattro installazioni nel nord e nel centro del Paese. Ora tocca all’Inghilterra. Il Derbyshire County Council è la prima autorità stradale inglese ad aver ottenuto dal Department for Transport l’autorizzazione speciale a usare PRIME, che non fa ancora parte della segnaletica prevista dal regolamento nazionale.

I primi segni sono comparsi sulla B6015 Woodhead Road, al Devil’s Elbow vicino a Glossop, e sulla A6 tra Buxton e Bakewell. Le altre strade approvate, da trattare per fasi, sono la A57 Snake Pass, la A54 Macclesfield Main Road, la A53 Axe Edge, la A623 Peak Forest e la B5035 a Middleton-by-Wirksworth. Nomi che a chi ha girato in moto per il Peak District diranno qualcosa. I tratti sono stati scelti analizzando gli incidenti in moto tra il 2015 e il 2024, privilegiando le strade extraurbane dove curve e perdite di controllo risultavano tra le cause.

La polizia del Derbyshire userà le telecamere già presenti per osservare velocità e posizione dei motociclisti prima e dopo l’installazione, per capire se i risultati scozzesi si ripetono anche lì. Nell’annuncio, la consigliera Charlotte Hill ha reso omaggio al compianto Alex Stedmon, riconoscendogli un ruolo centrale nello sviluppo di PRIME.

C’è un dettaglio che ai motociclisti piacerà: la parola Enjoyment nel nome. L’idea di fondo è che una curva presa bene sia più sicura e anche più bella da percorrere. Non a caso, nei test scozzesi i motociclisti hanno usato i “cancelli” sempre di più, senza che nessuno li obbligasse. Per chi ama le strade di collina e di montagna è un segnale interessante: la sicurezza può passare anche dal rendere più facile guidare bene, non solo dal guidare di meno.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: arriverà mai anche in Italia?

I numeri scozzesi dicono che PRIME non è soltanto un’idea interessante, ma una soluzione che, nei tratti analizzati, ha prodotto risultati concreti: -61% di incidenti con feriti e -46% di incidenti mortali o con feriti gravi. Non significa che basti disegnare qualche segno sull’asfalto per risolvere il problema della sicurezza, ma dimostra che aiutare i motociclisti a leggere meglio una curva può fare la differenza.

E se resta il dubbio se introdurla anche da noi, perché non accompagnarla con un’area test, dove provarla, comprenderne il funzionamento e verificarne l’efficacia sulle curve italiane?

Perché la sicurezza in moto non passa soltanto dai divieti e dai limiti di velocità. A volte, passa anche da tre segni sull’asfalto che ti aiutano a fare la curva giusta.

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