Abbiamo avuto il piacere di poter partecipare alla seconda edizione della Kavalkaraan evento adventouring a navigazione GPX dedicato alle enduro vintage, sviluppato su due giornate con oltre 300 km di cui 80% off road.

Una attraversata fra Enego e le zone dell’altopiano di Asiago, per indicare il nome della manifestazione Kavalkaaran significa appunto attraversata nel antico dialetto cimbro diffuso storicamente in queste zone del Veneto
Organizzato con competenza e passione dal gruppo Fango Tours prevedeva partenza e arrivo a Enego dove ha sede il sodalizio, un gruppo ristretto ma ben coeso, veri appassionati ed innamorati del proprio territorio che con competenza e entusiasmo ha reso possibile un evento da ricordare.
Una manifestazione limitata a 60 iscritti, numero massimo per i permessi da poter richiedere per il transito su sentieri solitamente vietati alla circolazione.
Un lavoro, quello degli organizzatori meritevole di plauso in quanto richiede pazienza per le pratiche burocratiche necessarie per un evento su una area ampia di territorio in luoghi di montagna fra i più caratteristici in Italia

Alla mattina il ritrovo per tutti i partecipanti è in piazza ad Enego, dopo aver svolto le operazioni preliminari, ricevuto il numero di partenza e caricato la traccia, attendiamo la partenza prevista sotto il gonfiabile dell’ organizzazione

Si gode di una atmosfera rilassata, si ride e si scherza, alla fine basta poco per fare conoscenza con chi è animato dalla nostra stessa passione.

SABATO- Fra pascoli verdi e cimiteri di guerra
Tra salite che toccavano quota 1800 metri, scorci panoramici che richiedevano di fermarci per gustarsi il panorama e mucche al pascolo testimoni silenziose che sembravano osservare il nostro passaggio con un misto di stupore e calma montanara, arriviamo alla pausa pranzo.

Una sosta in mezzo alla natura, dove ci siamo abbondantemente sfamati prima della ripartenza verso il rifugio dove avremo trascorso la notte.

Poco dopo, lungo i sentieri che portavano sempre più in quota, apparivano i cimiteri di guerra, custodi della memoria di chi qui ha combattuto durante la Grande Guerra e passare accanto a quei luoghi crea un legame profondo tra storia e paesaggio.
Al termine della giornata al nostro arrivo al Rifugio Barricata ad accoglierci, imponente e silenziosa l’Aquila di Vaia gigantesca scultura di legno realizzata da Marco Martalar nata dai tronchi abbattuti dalla tempesta che devastò i boschi dell’Altopiano nel 2018 che sembra vegliarci, un simbolo di rinascita e resilienza per la gente del posto.

A coronamento dell’evento non poteva mancare la premiazione delle moto più rappresentative che una BMW GS d’epoca con molti chilometri e esperienze vissute, una spettacolare Kram-It 2tempi e una Gilera RC 600 vera icona dell’enduro italiano.

Indimenticabile la cena al rifugio del sabato sera, dove tra piatti tipici di montagna, birra, vino e racconti di viaggio la serata scorre veloce e unisce generazioni diverse di appassionati, tutti accomunati dalla stessa passione per il motociclismo.
DOMENICA- Forte Lisser
Dopo un buon sonno ristoratore e una corposa colazione siamo pronti per la partenza della seconda giornata.

Una giornata più corta come chilometraggio, circa 130 km in totale ma ugualmente piena di fascino con passaggi fra boschi di conifere, strade bianche ex militari fino ad arrivare al culmine quando si è raggiunto il Forte Lisser, imponente fortificazione della Prima Guerra Mondiale che domina la Valsugana dai suoi 1.600 metri e tristemente famoso poichè i tiri di artiglieria colpirono le proprie linee.

Fermarsi lì con le moto è stato un intreccio di emozioni, da una parte la forza delle fortificazioni belliche a contrasto con la bellezza delle montagne: un’immagine potente, capace di raccontare in un solo sguardo il passato ad un presente che sembra non aver ben compreso l’orrore della guerra.

Anche la giornata volge al termine ma prima dei saluti il ritrovo per tutti è per il pranzo presso il Ristorante Baita Monte Lisser, il ristoro finale che ha sancito il termine dell’ l’avventura con un sorriso collettivo.

Uno grande plauso allo staff capace all’ occorrenza di essere meccanico, guida ed anche cuoco che ha permesso a tutti di vivere l’evento senza pensieri, concentrandosi solo sul piacere della guida e sulla bellezza del territorio e pensiamo già con entusiasmo a un ritorno il prossimo anno.

La nostra XT550, un camoscio di montagna
Tra i protagonisti del raduno la nostra fidata Yamaha XT550 messa a disposizione dal amico Giò di Vintage Motor, ribattezzata “camoscio di montagna” per la sua agilità.

Nonostante pneumatici poco specialistici, ha saputo portarci ovunque senza fatica, dimostrando che la vera anima dell’enduro non teme le sfide. L’agile mono della casa di Iwata sempre pronta, reattiva e che al primo colpo di pedivella partiva sempre ci ha fatto proprio divertire, equipaggiata con il Garmin XT, ci ha guidato sicura tra sterrati, mulattiere militari e sentieri intrisi di storia.

Grazie alla Fango Tours per la disponibilità, al mitico Giò per il mezzo e a tutti i ragazzi con qui abbiamo condiviso questi due giorni di passione vintage, oltre ad LS2 Helmets e Ariete goggles per il materiale tecnico

