Manuel Lettenbichler in sella alla KTM 300 EXC sulle rocce in riva all'acqua durante la Hixpania Hard Enduro 2026
Foto: KTM / Red Bull KTM Factory Racing – KTM Press Center

Lettenbichler, cinque di fila: a Hixpania il re dell’Hard Enduro difende la corona

Manuel Lettenbichler è campione del mondo FIM Hard Enduro per la quinta volta di fila, sesto titolo iridato in carriera. Lo ha chiuso a Hixpania, in Spagna, con due giorni d’anticipo, e poi ha chiuso la stagione con due secondi posti.

Ad Aguilar de Campoo, nel nord della Spagna, la gara della domenica parte dentro una grotta e finisce in cima a una collina. In mezzo ci sono nove giri attorno alla penisola del Caracol, circa due ore di fatica e settanta piloti al via, sfoltiti giro dopo giro: soltanto i primi dieci, ancora a pieni giri, arrivano a giocarsi l’ultima salita, la Hixpania Hill. È su questo terreno che domenica 25 ottobre si è chiuso il Mondiale FIM Hard Enduro 2026, ed è qui che il tedesco Manuel Lettenbichler, per tutti Mani, ha festeggiato il quinto titolo consecutivo con la KTM 300 EXC del team Red Bull KTM Factory Racing.

Un titolo deciso il venerdì

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Foto: KTM / Red Bull KTM Factory Racing – KTM Press Center

Il campionato si è deciso prima ancora della gara lunga. Venerdì, nel SuperEncierro corso nel villaggio di Hixpania – manche brevi e tirate fino a una finale a 14 piloti – Lettenbichler ha chiuso quinto. Solo i primi tre prendevano punti, ma quel risultato è bastato a mettere al sicuro la corona: a vincere la serata è stato il britannico Billy Bolt (Husqvarna).

Lo stesso Mani ha ammesso di non aspettarselo: pensava che tutto si sarebbe deciso all’ultima gara. «Sinceramente, mi sembra surreale essere di nuovo campione del mondo», ha dichiarato nel comunicato diffuso da KTM (traduzione nostra).

Due secondi posti, da campione

Chiusa la pratica, non ha tirato i remi in barca. Sabato, nella Campoo Xtreme, un anello di sei chilometri a fianco di un bacino artificiale corso per oltre un’ora, è arrivato secondo a soli 3,5 secondi da Bolt. Domenica, nella Lost Road, ha duellato a lungo con il padrone di casa Mario Román (Husqvarna), che ha preso il comando dal terzo giro e ha vinto in 2 ore 11 minuti e 18 secondi. Lettenbichler ha chiuso a un minuto, Bolt terzo a oltre cinque minuti: il più veloce sulla Hixpania Hill, ma con troppo terreno perso prima.

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Foto: KTM / Red Bull KTM Factory Racing – KTM Press Center

Dopo il traguardo il campione ha avuto parole di elogio per Román e per il pubblico, raccontando di aver dato tutto fino alla fine. Il tono di chi ha già vinto, ma non smette di correre.

Cinque di fila, cominciando proprio da qui

C’è un dettaglio che rende Hixpania speciale per Lettenbichler. Nel 2022, secondo la FIM, il titolo si decise proprio qui: Mani vinse la Lost Road guidando dal primo all’ultimo metro e chiuse l’anno con 127 punti contro i 120 di Román, allora su Sherco. Da quel weekend spagnolo non ha più lasciato la corona.

Il 2026 è stato un altro anno da protagonista, con le vittorie ad Alestrem, Extreme XL Lagares, Forza Orza, Sea to Sky e all’Abestone Hard Enduro, la tappa italiana del calendario. La classifica finale lo vede a quota 223 punti, 40 in più di Mitch Brightmore (GASGAS, 183); seguono Teodor Kabakchiev (Sherco, 149), Ashton Brightmore (GASGAS, 143) e James Moore (Beta, 138). Il team manager Fabio Farioli ha sottolineato proprio la testa con cui è stato gestito l’anno: quando la vittoria non era possibile, Mani ha raccolto tutti i punti disponibili.

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Foto: KTM / Red Bull KTM Factory Racing – KTM Press Center

Perché l’Hard Enduro parla a chi va in moto

Nell’Hard Enduro l’avversario più duro non è chi ti sta davanti, ma la roccia sotto le ruote, la salita che non finisce, la fatica che si accumula dopo la prima ora. Ogni passaggio è una scelta di traiettoria, di gas, di equilibrio; ogni errore si paga in tempo ed energie. Chiunque abbia provato a portare una moto da enduro su un sentiero di sassi sa quanto conti restare lucidi quando braccia e gambe chiedono di fermarsi.

Ed è forse questo il valore del quinto titolo di Lettenbichler: non una serie di vittorie schiaccianti, ma una stagione in cui ha saputo raccogliere anche nelle giornate storte. Una lezione che vale per un campione del mondo e per chiunque, la domenica mattina, si trovi davanti a una mulattiera con la voglia di arrivare in cima. Perché la moto è emozione, e l’emozione è il moto della vita.

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