Il calendario del Motociclista – 7 novembre 1980
Erfurt, Germania Est, 7 settembre 1964. Alla partenza della Sei Giorni Internazionale c’è una Triumph TR6 con il numero 278. In sella c’è Steve McQueen, che un anno prima era scappato in moto da un campo di prigionia nella Grande fuga. Stavolta non è un set: è la prima squadra americana iscritta al Vaso d’Argento.
Steve McQueen è morto il 7 novembre 1980 a Ciudad Juárez, in Messico, a 50 anni. Il cinema lo ricorda come il “re del cool”. I motociclisti lo ricordano per un’altra ragione: era uno di loro, e lo dimostrò sulle mulattiere della Turingia.

Erfurt 1964: due giorni in testa, poi il fosso
La Sei Giorni del 1964 si corse dal 7 al 12 settembre con base a Erfurt. Partirono 226 piloti, ne arrivarono 164. La squadra Usa per il Vaso d’Argento era composta da McQueen, Cliff Coleman e dai fratelli Bud e Dave Ekins, con John Steen di riserva. Tutti su Triumph preparate, caschi Bell 500-TX dipinti da Von Dutch.
Gli americani guidarono la classifica del Vaso per due giorni. Il terzo giorno cambiò tutto. Bud Ekins pestò la gamba contro un muretto e la mattina dopo non ripartì: caviglia rotta, squadra fuori dalla corsa al Vaso. Lo stesso giorno McQueen finì fuori strada per evitare un altro concorrente; Cycle World parla di uno spettatore. La forcella della TR6 si piegò contro il telaio e lui si ritirò, con il viso segnato dalla caduta.
Il bilancio non fu solo amaro. Dave Ekins e Cliff Coleman arrivarono in fondo e conquistarono la medaglia d’oro. Il Trofeo e il Vaso andarono alla Germania Est, che correva in casa.
Prima di Erfurt: una Indian Chief e un concessionario Triumph
Nato il 24 marzo 1930 a Beech Grove, in Indiana, McQueen ebbe come prima moto una Indian Chief del 1946. La svolta arrivò a fine anni Cinquanta nel concessionario Triumph di Bud Ekins, in California. Ekins, campione del deserto e futuro quattro volte medaglia d’oro alla Sei Giorni, gli insegnò a guidare in fuoristrada.
Così si spiega il salto più famoso del cinema. Nella Grande fuga (1963) il volo sopra il reticolato con la moto lo fece Ekins, come controfigura: la produzione non voleva rischiare la sua star. McQueen, finite le riprese, cominciò ad allenarsi per la Sei Giorni. Dal set al fuoristrada vero il passo fu breve, e la squadra di Erfurt la mise insieme proprio Ekins.

On Any Sunday e la Husqvarna in copertina
Nel 1971 McQueen mise i soldi della sua Solar Productions in On Any Sunday, il documentario di Bruce Brown sulle corse americane. Nel film compare accanto a Mert Lawwill e Malcolm Smith, quasi senza parlare. Fu candidato all’Oscar come miglior documentario.
Lo stesso anno, il 23 agosto 1971, Sports Illustrated lo mise in copertina a torso nudo, in volo su una Husqvarna. La 400 Cross due tempi legata a quel periodo, comprata dalla Solar il 26 agosto 1971, è passata più volte all’asta; Bonhams l’ha messa in vendita nel 2022 con una stima di 130-180 mila dollari.
A fine anni Settanta, secondo la AMA Motorcycle Hall of Fame, la sua collezione superava le cento moto.
7 novembre 1980, e quello che resta
McQueen era malato di mesotelioma, un tumore della pleura. Si fece curare in una clinica di Ciudad Juárez, in Messico, con terapie non riconosciute. Morì il 7 novembre 1980, dopo un intervento, a 50 anni.
Nel 1999 la AMA lo ha inserito nella Motorcycle Hall of Fame, il riconoscimento che negli Stati Uniti spetta a piloti e costruttori. Le sue moto continuano a girare tra le case d’asta, e la Triumph TR6 da Sei Giorni è diventata un modello da replicare.
A 46 anni dalla morte, il motivo per ricordarlo resta Erfurt. Una star di Hollywood che nel 1964 parte per la Germania Est con tre amici e una Triumph, per correre la Sei Giorni, è una storia da motociclisti prima che da cinema.
