Strade militari, sterrati d’alta quota, vallate profonde, panorami che cambiano continuamente, è in questo scenario che l’EADV Adventure Festival è tornato per la sua terza edizione, confermando una formula che, anno dopo anno, sembra trovare il proprio equilibrio.

Qui l’avventura è soprattutto un modo per stare in moto, conoscere un territorio e condividere un fine settimana con persone che hanno la stessa voglia di esplorare.
DUE MODI DIVERSI DI VIVERE LA STESSA AVVENTURA
Anche quest’anno i partecipanti hanno potuto scegliere tra due livelli di percorso.
La Rally, con la Via del Sale come uno dei suoi passaggi più rappresentativi e una serie di sterrati che attraversano alcuni degli angoli più belli delle Alpi Marittime, arrivando anche in territorio francese.

Un percorso, quello proposto dagli organizzatori che richiede una buona confidenza con la guida su fondo naturale
Per chi desidera qualcosa di più impegnativo c’è la Legend, che aggiunge alla traccia principale alcune varianti più tecniche e selettive.

Due percorsi diversi, quindi, ma una filosofia comune: non si tratta semplicemente di arrivare alla fine. Il bello è tutto quello che succede lungo la strada.
CHALET MOREL: UN CAMPO BASE CHE FA LA DIFFERENZA
Tra le novità più riuscite di questa edizione c’è sicuramente la scelta di spostare il campo base dalla Capanna Niculin allo Chalet Morel.

Una scelta che, a nostro avviso, ha funzionato molto bene.
Lo Chalet Morel si trova più in basso, a circa 1.560 metri di quota, in una posizione strategica che permette di vivere l’evento con una logistica più semplice, senza perdere il contatto con il particolare ambiente alpino che lo caratterizza
Noi abbiamo scelto di dormire in tenda e questa decisione ci ha regalato una delle esperienze più belle del fine settimana.

Quando cala la notte, lontano dalle luci della città, il cielo sopra lo Chalet Morel sembra finto. Le stelle sono talmente numerose da lasciare senza parole. E mentre noi cercavamo semplicemente di riconoscere qualche costellazione, c’era chi, con molta più esperienza, riusciva a indicarle e a raccontarci cosa stavamo guardando.
È uno di quei momenti che non trovi nel programma ufficiale, ma che finiscono per diventare parte del ricordo.
Anche sotto il profilo pratico la nuova sistemazione ci è sembrata una scelta azzeccata. Gli ambienti e i servizi sono risultati puliti e ben tenuti, un aspetto tutt’altro che secondario quando si trascorrono più giorni in montagna.
La Capanna Niculin era certamente più suggestiva, ma Chalet Morel ci è sembrato particolarmente funzionale come punto d’appoggio, perchè una buona base logistica, alla fine, non deve necessariamente essere protagonista. Deve semplicemente funzionare.
QUANDO ARRIVA LA NOTTE, CAMBIA TUTTO
La giornata di Venerdi è quella dedicata all’accoglienza
Le moto cominciano a riempire l’area, le tende vengono montate, ci si ritrova con vecchi amici e se ne conoscono di nuovi. È il momento in cui l’attesa cresce, mentre tutti aspettano il briefing e la partenza.

E con la sera arriva uno degli appuntamenti più particolari dell’EADV: la traccia notturna.
Quest’anno il percorso ha portato i partecipanti verso il Colle di Tenda, passando nei pressi del Forte Centrale per proseguire poi verso Casterino, in territorio francese.

Le condizioni meteo hanno aggiunto ulteriore atmosfera. Le nuvole basse hanno avvolto le fortificazioni e ridotto la visibilità, trasformando il paesaggio in qualcosa di quasi irreale.
Poi, quando il buio diventa completo, tutto cambia.
Il mondo si restringe al fascio del faro, al rumore del motore, alla traccia davanti alla ruota e alle luci delle altre moto che compaiono e scompaiono nella notte.

È curioso come un percorso possa cambiare completamente a seconda dell’ora in cui lo affronti. E lo avremmo capito ancora meglio la domenica.
Ma prima c’è una notte da vivere.
Dopo aver spento i motori, la montagna torna silenziosa. E, una volta sistemati nelle tende, ci ritroviamo con il naso all’insù, davanti a quel cielo pieno di stelle che difficilmente si riesce a vedere in città.
LA VIA DEL SALE
Il sabato si parte presto.
Prima le moto della categoria Legend, poi quelle del percorso Rally. Davanti ci sono parecchie ore di guida e un itinerario che attraversa alcuni dei luoghi simbolo di questo territorio.

La Via del Sale è uno di questi.
Percorrerla in moto significa attraversare una pagina di storia alpina, seguendo una strada militare che corre in quota tra Piemonte, Liguria e Francia.
Il panorama cambia continuamente. Cambia il fondo, cambiano la luce e le prospettive. Ci sono tratti più scorrevoli e altri in cui le pietre impongono maggiore attenzione nella scelta della linea.
Ed è proprio questa varietà a renderla interessante.

La Via del Sale non è una pista, è un luogo da attraversare con rispetto, prestando attenzione al fondo, all’ambiente e alle altre persone che lo frequentano.
In questo senso l’EADV Adventure Festival riesce a trovare un equilibrio interessante: la moto non diventa il fine ultimo, ma il mezzo attraverso il quale entrare in contatto con il territorio.

DALL’ALTA MONTAGNA AL MARE
Dopo le quote elevate, la traccia scende verso le vallate e porta i partecipanti attraverso Pigna e l’area di Dolceacqua, prima di tornare nuovamente verso le montagne e il confine francese.
Si passa dall’alta montagna a paesaggi dal carattere quasi mediterraneo, per poi ritornare nuovamente in quota, tra aria fresca e grandi panorami.

La giornata è lunga e i chilometri si fanno sentire, ma basta una sosta, togliere il casco e guardarsi intorno per ricordarsi perché si è lì.
Alla fine, in un evento adventouring, anche la fatica fa parte del viaggio.
L’obiettivo è arrivare alla fine della giornata con il sorriso, magari con un po’ di polvere addosso e qualche storia da raccontare.

Guidare su queste strade significa anche sapere quando rallentare, lasciare spazio e ricordarsi che ogni traccia attraversa un territorio che va preservato.
È questa attenzione che rende credibile un modo responsabile di vivere l’adventouring.
LA DOMENICA E QUELLA TRACCIA CHE, ALLA LUCE DEL SOLE, SEMBRA UN’ALTRA
Per la Domenica l’organizzazione ha riservato ancora qualche ora di guida.
Un percorso più contenuto che si sviluppa per circa 80 chilometri. Parte dalla zona di Limone Piemonte, scende verso Vernante e attraversa inizialmente tratti nel sottobosco, per poi proporre sezioni più tecniche e divertenti in direzione di Boves.

È qui che arriva una delle sorprese più curiose del weekend.
Alcuni tratti che avevamo affrontato durante la notturna dello scorso anno facevano parte anche della traccia di quest’anno. Rivisti con la luce del giorno cambiavano completamente volto e risultavano molto più impegnativi. Dove la notte ci aveva fatto percepire una salita tutto sommato semplice, il giorno mostrava traiettorie, pendenze e spazi che non avevamo potuto cogliere.

È una bella dimostrazione di quanto la percezione possa influenzare il modo in cui affrontiamo un percorso, la luce restituisce le proporzioni reali.
E quella traccia che prima sembrava un piccolo ostacolo, alla luce del sole diventava un bel pezzo di strada da percorrere.
CRESCERE ASCOLTANDO CHI PARTECIPA
Arrivati alla terza edizione, una delle cose che ci sentiamo di riconoscere all’organizzazione Spiritz Rides è la capacità di ascoltare.
I suggerimenti e le osservazioni raccolti lo scorso anno non sono rimasti semplicemente parole. Alcune modifiche viste in questa edizione dimostrano che c’è stata la volontà di prendere quei feedback e trasformarli in miglioramenti concreti.
La scelta dello Chalet Morel, la gestione della logistica e l’organizzazione complessiva sono elementi che ci sono sembrati più funzionali.

Un evento non si costruisce soltanto con una bella traccia. Servono persone, organizzazione, attenzione ai dettagli e soprattutto la disponibilità a mettersi in discussione.
Ed è proprio questo che permette a un evento di crescere senza perdere la propria identità.
QUANDO FINISCE IL FESTIVAL, RIMANE IL VIAGGIO
La consegna degli attestati da parte di Enrico Spirito, organizzatore dell’evento segna ufficialmente la fine dell’EADV Adventure Festival 2026

Ma come sempre accade con certi viaggi, il momento del rientro non cancella quello che è successo.
Rimangono i chilometri, le strade, la polvere, le chiacchiere a cena, le risate, le difficoltà superate e quelle immagini che continuano a tornare alla mente.
Rimane anche quel cielo stellato sopra le tende allo Chalet Morel.
A Spiritz Rides va quindi il nostro ringraziamento per aver saputo raccogliere i suggerimenti della passata edizione e trasformarli in qualcosa di concreto.
Noi, intanto, ci portiamo a casa una domanda:
quando si torna? Appuntamento al 2027 con la quarta edizione

Perché certe strade hanno un difetto difficile da curare.
Una volta percorse, fanno venire voglia di rifarle
Crediti foto ©Flap27 e ©Motoemozione
